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Viterbo, partorisce in auto dopo odissea tra due ospedali

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Daniela Venanzi
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Marisol ha solo 3 giorni, e al suo attivo ha già potuto registrare l'esperienza più incredibile della sua vita: nascere in auto, su una strada, all'altezza dello svincolo Cinelli-Vetralla, dove in quel momento alle quattordici e trenta del 9 gennaio non passava nessuno, e dove oltre alla mamma Ombretta Baldi 29 anni casalinga, c'è solo il papà Stefano Giovannoni autotrasportatore, che di anni ne ha 42, compagno di Ombretta. Insieme i due, inclusa l'ultima arrivata, che ha deciso di venire al mondo in modo rocambolesco, di figli ne hanno sei, compresi quelli avuti da precedenti relazioni. 

 


 

“Ci siamo messi in macchina alle cinque della mattina, - racconta il papà Stefano - perché Ombretta aveva le doglie. Una volta arrivati a Belcolle e rilevata la mancanza di imminente nascita, che il tracciato evidentemente non era riuscito a rilevare, siamo stati rimandati a casa, con la raccomandazione che se ci fossero stati problemi, da Monteromano dove abbiamo la residenza, avremmo fatto prima ad andare a Civitatecchia. E così facciamo - continua a raccontare Stefano - torniamo verso casa. Lungo il tragitto le doglie si intensificano, spingendoci a recarci, come ci era stato consigliato, all'ospedale di Civitavecchia”.
Una volta giunti sul posto logica vuole che la mamma venga ricoverata, giusto? 
“Eh no, - continua a raccontare Stefano - neanche in questo caso si procede con il ricovero. I medici del nosocomio di Civitavecchia, hanno infatti ritenuto che fosse opportuno provvedere ad un ricovero presso lo stesso ospedale che aveva in cura Ombretta. Così, non potendo fare altro, ci siamo rimessi diligentemente, ma anche con qualche timore, in auto per tornare a Belcolle, nonostante le doglie ormai, stessero dando poca tregua”.

 


 

Fin dove siete potuti arrivare? 
“Marisol - continua a spiegare il neo papà - aveva fretta di nascere. E quando Ombretta mi ha detto a un certo punto, che la piccola era già in parte uscita, mentre ero alla guida all'altezza dello svincolo Cinelli - Vetralla, in preda all'emozione, alla confusione e alla paura, mi sono accostato, ho agevolato la fuoriuscita di nostra figlia, l'ho coperta mettendola in braccio alla mamma e dopo i primi minuti passati a capire cosa stesse succedendo, erano esattamente le 14.30, mi sono rimesso alla guida per raggiungere Belcolle. Siamo arrivati in ospedale, e finalmente questa volta, mia figlia e la mia compagna sono state ricoverate entrambe”. Un'avventura a lieto fine, quella di questi due genitori, che non potranno dimenticare facilmente e che neanche Marisol dimenticherà, seppure al momento inconsapevole. La neonata, in perfette condizioni di salute, pesa 3,134 chili ed è lunga 45,5 centimetri, sarà sicuramente nel tempo, messa al corrente di questa sua nascita avventurosa e, nonostante la paura di qualche momento, felice per tutti.