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Viterbo, scuola. Aule svuotate da Omicron: assenti parecchi docenti

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Classi svuotate, tanti ragazzi contagiati, tanti docenti assenti, difficoltà organizzative. Come era prevedibile, nelle scuole viterbesi ieri mattina la ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia è stata a dir poco travagliata. A conti fatte le cose sono filate più lisce negli istituti di quei comuni (da Civita Castellana a Tarquinia, da Bagnoregio a Corchiano) che, ribellandosi alla linea del governo, hanno optato per una o più settimane di didattica a distanza per tutti. Al liceo Meucci di Ronciglione, solo per dare qualche numero, i ragazzi positivi al Covid hanno toccato quota 90 (su un totale di circa 1300 studenti tra la sede centrale e la succursale di Bassano Romano). 
La conseguenza che in molti istituti, per effetto delle quarantene, la dad uscita dalla porta è rientrata dalla finestra. Discorso a parte per Montefiascone, dove il ritorno in aula è saltato non per causa Covid ma per causa neve. 

 

 

 

Molte le assenze anche tra i prof e il personale Ata. “Tra congedi e malattie, almeno una decina, come minimo, gli insegnanti che sono mancati all’appello in ogni istituto”, riferisce Brunella Marconi, segretaria provinciale del sindacato Snals, da ieri mattina convinta ancora di più che riprendere le lezioni in presenza sia stata una scelta totalmente sbagliata. “Chi non è ripartito in dad ieri – sottolinea la sindacalista – con molta probabilità ci finirà nei prossimi giorni, visto l’elevato numero dei contagi che continuiamo a registrare nella nostra provincia”.

 

Contagi che proprio il ritorno in presenza – almeno a quanto prevedono esperti e virologi – finirà per alimentare ulteriormente. Personale e studenti decimati anche al Paolo Savi di Viterbo: “Abbiamo avuto molte assenze – conferma la dirigente Paola Bugiottianche se a dir la verità solo in parte dovute al Covid o alle quarantene”.  Contro il ritorno in classe prende posizione pure la consulta provinciale degli studenti, secondo cui a oggi non ci sono le condizioni minime di sicurezza per svolgere la didattica in presenza: “Nonostante i presidi abbiano esposto pubblicamente la loro contrarietà al ritorno in aula (nella Tuscia in 13 hanno firmato l’appello per il rinvio, ndr) la situazione non è cambiata: gli istituti e gli studenti sono stati lasciati soli dal governo il quale ignora completamente le criticità della situazione – scrivono in una nota Luca Tallarico, Noemi Santini e Lorenzo Aquilani, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario della consulta - Il problema del distanziamento nelle classi non è svanito, i mezzi di trasporto restano sempre gli stessi, con i problemi che si verificano da settembre. Diventa inoltre obbligatorio indossare la mascherina Ffp2 e controllare il green pass a bordo: ma chi si occupa di ciò?”. 

 

Quanto alla didattica a distanza, “è alienante e disumana”, ammettono i vertici della consulta, ma appare l’unica soluzione al momento in assenza delle condizioni minime di sicurezza. “Come studenti – concludono - chiediamo investimenti cospicui mirati al contenimento dei contagi a scuola, per far tornare i ragazzi a formarsi davvero all’interno delle mura scolastiche e non 6 ore al giorno davanti a un pc”.