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Viterbo, boom edilizia. I bonus cambiambiano il volto della città

Mattia Ugolini
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Dalla Città dei papi alla Città dei cantieri. Viterbo sta cambiando volto, soprattutto grazie alla cascata di bonus per le ristrutturazioni edilizie. Tante le zone della città che stanno trasmutando i loro connotati, su tutte quella che attira i turisti: il centro storico. Dentro le mura stanno proliferando cantieri, ponteggi, “maschere” ed ogni altra sorta di apparecchiatura atta ai lavori di rifacimento degli immobili. Case, negozi, uffici ma non solo. Anche la Curia respira aria di innovazione e ha deciso così di restaurare i tantissimi edifici di sua proprietà sparsi sul territorio. Il “merito” di tutto questo dinamismo è, come detto, dei vari bonus edilizi: quello dedicato alle facciate, quello del 110% e quello per le ristrutturazioni al 50%. Facendo un giro per il centro storico, non si contano le impalcature. Da San Sisto a San Faustino non c’è area in cui non si possano scorgere operai al lavoro.

 

Questo autentico boom, come prevedibile, ha giovato al settore edile, come spiegato al Corriere da Andrea Belli, presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) nostrana: “L’incremento dell’occupazione è stato esponenziale nel 2021, contiamo 900 unità in più. Da 2 mila addetti siamo arrivati a 3 mila”. Dati, questi, che incoronano Viterbo come prima provincia del Lazio per crescita del settore in percentuale: “In Italia - afferma Belli - la Tuscia è tra le prime province per numero di interventi. Il nostro centro storico ne ha usufruito moltissimo, anche se purtroppo il bonus facciate come lo conoscevamo non esiste più, con la riduzione al 60%. Le persone continueranno ad usarlo, ma in maniera minore”. Gli abusi, in questo senso, hanno difatti costretto il governo Draghi a varare il decreto antifrode, così che gli interventi rispettassero i canoni del 110%. Il decoro urbano della città è sicuramente cresciuto, secondo Belli: “Mi auguro che anche il commissario Scolamiero se ne accorga e, qualora possa farlo, auspico l’integrazione del contributo del 60%, così che si possa incentivarne l’utilizzo”.

 

 

Ad essere cresciuti sono anche i salari pagati: “Siamo passati da 17 milioni a 27 milioni, tutti soldi che finiscono nelle tasche degli operai. Il settore farà da traino per il Pil, e la crescita non è finita. L’unica cosa che la ferma è la mancanza di maestranze, le imprese hanno spremuto tutte le risorse umane a disposizione e per formare una persona serve molto tempo”. 
Infine, in tutto questo gioioso movimento, c’è una nota stonata che preoccupa Belli e gli altri imprenditori perbene del settore: “Quando la torta è grande gli appetiti sono tanti, così ecco che si stanno affacciando nel settore imprese improbabili che non sono palesemente in grado di poter lavorare. Siccome i condomini, i committenti, faticano a trovare aziende, questi signori che improvvisano il mestiere si fanno avanti. Bisogna stare molto attenti, perché è bene ricordare che, qualora nel tempo dovessero presentarsi problemi, l’unico responsabile sarà proprio il committente”. Il presidente dell’Ance lancia un monito ai viterbesi: “Controllate le imprese, telefonate alla Cassa Edile per sapere se sono in regola e chiedete controlli maniacali sulla sicurezza perché anche noi non vogliamo, come imprese edili, danni d’immagine. Gli amministratori non trovano imprese disponibili e poi vedo Durc falsi, nell’edilizia purtroppo per tirare su un’impresa non servono molti sforzi e talvolta qualcuno sfugge ai controlli. Bisogna prestare molta attenzione”.