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Viterbo, anziani. Villa Serena a Montefiascone, contratto prorogato di sei mesi con il Comune

Alessandro Quami
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Sei mesi di tempo di proroga-ponte per il contratto di servizio di Villa Serena. È questo il tempo che si darà l’amministrazione comunale per fare un’istruttoria sulla situazione della casa di riposo/rsa e prendere le decisioni su governance (ricerca del partner da affiancare al Comune) e lavori di manutenzione straordinaria della struttura. 
Dal 29 dicembre, giorno dell’ultimo consiglio comunale, al centro del dibattito politico e amministrativo montefiasconese c’è un’accesa discussione tra maggioranza di centrosinistra e opposizione di centrodestra sul rinnovo del contratto di gestione di Villa Serena. Contratto che scadeva il 31 dicembre 2021 e che la giunta De Santis si trova sul groppone, dopo che né la giunta Paolini né la gestione commissariale avevano provveduto a rinnovare (il 9 ottobre 2020 ci fu la sfiducia, dal notaio, della maggioranza dei consiglieri che mandarono a casa Massimo Paolini, Massimo Ceccarelli, Sandro Leonardi e gli altri,). Polemiche accentuatesi dopo che l’assessore Luciano Cimarello, in aula, ha svelato la perdita di bilancio della società al 30 settembre 2021: 340 mila euro.

 


 

Ma ora la maggioranza Pd-M5s che amministra Montefiascone ha deciso: “Si va verso la proroga di sei mesi del contratto di servizio – spiega la presidente del consiglio comunale, Carla Mancini -. Nel frattempo abbiamo dato l’incarico a un legale amministrativista che ci consiglierà come procedere, anche per un eventuale bando per la ricerca del socio”.
Socio che dovrà affiancare il Comune di Montefiascone, che oggi è l'unico proprietario dell’ex Onpi. Lo è da fine 2017, quando l’allora partner privato fu liquidato dalla giunta di centrodestra. Le cifre le ha ribadite lo stesso ex sindaco Paolini: “Al socio privato non fu fatto alcun regalo. Fu pagata la sua quota del 49%. Ma c’è di più. Il privato per la sua quota chiedeva 900 mila euro, ma nel 2017 il cda di Villa Serena stabilì in 392.490 euro la liquidazione della quota”.

 

 

Insomma, dopo anni di silenzio sulla società partecipata al 100 per cento dal Comune di Montefiascone, le parole di Cimarello sembrano aver aperto un vaso di pandora da cui già sono uscite tante verità. Tante quanti sono gli attori in gioco: per Cimarello e la maggioranza che sostiene la sindaca Giulia De Santis, infatti, se i conti di Villa Serena sono in rosso è colpa della precedente Amministrazione comunale, che mandò via il socio privato per avere mani libere e gestire l’azienda a proprio piacimento; invece per gli ex della giunta Paolini il socio privato voleva fare come gli pareva, relegando il Comune a semplice spettatore.
Al di là di chi abbia ragione, ci sta la più grande azienda di Montefiascone, con un centinaio di lavoratori e altrettanti ospiti: utenti e dipendenti, oltre ai montefiasconesi che sono i proprietari, vorrebbero sapere quale sarà il futuro della struttura. Magari nella sede istituzionale: il Consiglio comunale. Magari alla presenza dei vertici aziendali.