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Viterbo, Omicron. Il provveditore: "Le scuole devono restare aperte"

Massimiliano Conti 
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“La scuola è un argine ai contagi e deve restare aperta”. Nel giorno in cui alcuni sindaci della Tuscia, trasgredendo le indicazioni del governo, rinviano la ripresa delle lezioni in presenza (quello di Bolsena fino al 17 gennaio, quello di Civita Castellana fino al 21), è il provveditore di Viterbo Daniele Peroni a snocciolare le ragioni della linea “aperturista” decisa dal ministero. “Presiedendo un ufficio di emanazione ministeriale – dichiara Peroni al Corriere – non posso che prendere atto di quanto stabilito dal governo. Ciò premesso, ritengo assolutamente ragionevole e condivisibile la scelta di puntare sulla didattica in presenza anche in questa fase molto delicata dal punto di vista sanitario”. 

 

Il provveditore sottolinea in primis tutti i limiti della dad, che alcune Regioni, impegnate nelle ultime ore in un braccio di ferro con il governo, vorrebbero riattivare almeno fino alla fine di gennaio, nella speranza che l’onda anomala di Omicron vada via via ritirandosi. “Le ultime prove Invalsi – continua Peroni – hanno certificato i risultati tutt’altro che brillanti, per usare un eufemismo, ottenuti con la didattica a distanza. Oltre a ciò, mi sembra paradossale che, dopo 20 giorni di vacanza in cui i ragazzi erano a casa e i contagi sono letteralmente esplosi, ora si debba rinviare ancora la ripresa delle lezioni”. 
Peroni non ha dubbi: la presenza degli studenti in classe diminuisce la diffusione del virus, non l’amplifica come qualcuno vuol far credere. “Nei nostri istituti i protocolli vengono rispettati – sottolinea il direttore dell’ufficio scolastico provinciale -. E’ fuori che invece i controlli sono minori e i rischi maggiori”. 
Il provveditore ammette tuttavia che gestire dal punto di vista logistico e organizzativo la didattica in presenza, con le quarantene e l’aumento dei contagi anche tra il personale scolastico, non sarà una passeggiata: “A questo proposito voglio rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i dirigenti, alle segreterie didattiche e amministrative per il lavoro che hanno svolto finora e che svolgeranno nelle prossime settimane, con tutte le difficoltà del caso. E’ uno sforzo necessario se vogliamo assicurare ai ragazzi un livello di istruzione degno di questo nome”. 
Peroni ricorda poi le regole fissate dal governo per la gestione dei positivi nelle classi: “Alle medie e alle superiori al primo contagio non si va più in dad ma si sta in classe con la mascherina Ffp2. Con due positivi vanno in dad per 10 giorni solo gli studenti che non hanno completato il ciclo vaccinale. Solo con tre casi scatta la quarantena e la dad per tutti. Alla primaria la didattica a distanza scatta al secondo contagio, mentre nella scuola dell’infanzia tutto resta invariato: basta un solo positivo per finire tutti a casa”. 

 

Quanto alle mascherine Ffp2 promesse dal governo, Peroni auspica che arrivino il più presto possibile: “Dopo due anni di pandemia gli studenti hanno imparato le regole meglio di noi adulti. A loro rinnovo tuttavia l’invito a vaccinarsi tutti, seguendo le indicazioni della comunità scientifica – conclude il provveditore -. Il vaccino al momento è l’unico strumento che abbiamo per ridurre la circolazione del virus”.