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Viterbo, incendio nel capannone del sindaco di Tessennano. Tracce cancellate dalla pioggia

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Tessennano, la pioggia caduta nella zona poche ore dopo l'incendio complica le indagini sul rogo al capannone in località Tomba (a 5 chilometri da centro abitato) di proprietà del sindaco Ermanno Nicolai e del fratello (che come legale rappresentate dell'azienda ha porto querela). Infatti l'incendio è divampato nella mattinata del giorno dell'Epifania per cause ancora da accertare anche se si teme un'origine dolosa. Ma, come detto, gli accertamenti tecnici non saranno assolutamente facili. la pioggia ha cancellato tracce ed eventuali impronte. Impossibile capire attraverso questo tipo di accertamenti se si è trattato di un incidente oppure se qualcuno ha dato fuoco al capannone.  

 

 

All’interno del capannone c’erano paglia e balle di fieno che in pochi minuti sono stati completamente avvolti dalle fiamme e distrutti.I danni sono ingenti, 50 mila euro circa, anche se potevano essere di più senza l'intervento dei vigili del fuoco di Gradoli che sono riusciti, nonostante tutto, a circoscrivere le fiamme.La struttura andata a fuoco non aveva un sistema di sorveglianza mentre ci sarebbero delle telecamere in alcuni immobili che stanno nell'area tra Tessennano e Canino che dovrebbe essere stata percorsa da chi ha eventualmente appiccato il fuoco. Non è escluso che i carabinieri di Tuscania, che indagano sull'inquietante episodio, possano acquisire i filmati per capire se ci sono stati movimenti anomali quella mattina.

 

Intanto continuano i messaggi di solidarietà per il primo cittadino. Anche Luisa Ciambella, consigliera comunale del Pd a Viterbo ha espresso preoccupazione: “Sono rimasta molto turbata leggendo la notizia dell’incendio che ha coinvolto un capannone del sindaco di Tessennano Ermanno Nicolai. Sull’episodio sono in corso le indagini, ma se è vero come sembra che si tratta di un atto intimidatorio, allora credo che nella nostra provincia sia arrivato il momento di chiamare all’unità tutte le forze politiche per mandare un messaggio forte e chiaro: i sindaci e i nostri amministratori non sono soli. Chi minaccia o intimidisce un amministratore locale, minaccia una intera comunità e quel bene comune che si chiama democrazia”.