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Viterbo, scuola. Liceo di Tuscania accorpato al Paolo Savi. Scoppia la polemica

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L’accorpamento del liceo scientifico di Tuscania all’istituto Paolo Savi, previsto dal nuovo piano di dimensionamento scolastico 2022/2023 della Regione, sta scatenando diverse polemiche. Con il nuovo piano il liceo scientifico di Tuscania, attualmente appartenente al Cardarelli di Tarquinia passa all’istituto viterbese. I vertici di Fratelli d’Italia criticano la decisione: Tuscania come inizio 2022 ha avuto questo bel regalo dalla Regione Lazio di Zingaretti e dal suo Pd. Atteggiamento a dir poco vergognoso se si pensa che la direzione regionale per l’istruzione e formazione, aveva bocciato senza mezzi termini, sia con motivazioni scolastiche che di tipo procedurale, l’accorpamento stesso. A tal proposito gli attuali consiglieri provinciali di Fdi, Porri e Giampieri, si sono messi a disposizione per contrastare un accorpamento forzato e privo di logica”.

 

Per Silvia Somigli, segretaria provinciale della Uil Scuolail Cardarelli andava salvato nelle sedi istituzionali senza sollevare inutili polveroni politici”.
La segretaria del sindacato fa un’analisi dura: “Le battaglie si vincono uniti e in presenza e quella per l’istituto superiore di Tuscania è stata persa anche per l’assenza di un fronte unico che, purtroppo, è rimasto tale solo sulla carta. Volevamo salvare il Paolo Savi, non affossare il Cardarelli. E per farlo, ci siamo battuti fino all’ultimo nelle sedi istituzionali previste”. 

 


 

“Più volte – prosegue Somigli – ci siamo espressi a favore del salvataggio del Paolo Savi, contrari invece all’accorpamento di Tuscania all’istituto tecnico di Viterbo. Il Paolo Savi è un istituto storico del territorio di Viterbo e al tempo stesso una vera e propria istituzione. Un patrimonio cittadino che andava assolutamente salvato per non perdere uno dei pilastri dell’istruzione a Viterbo. Al tempo stesso andava salvato il Cardarelli, distante da Viterbo e più proiettato verso il litorale piuttosto che verso il capoluogo. E anche per questo avevamo proposto di fare al Savi un polo unico di tutte le scuole serali. Sollevare adesso un polverone, in tal caso, sì, politico, rischia solo di peggiorare la situazione di entrambi gli istituti trasformandoli in un inutile campo di battaglia lontano dalle esigenze della scuola. Quelle che la Uil continuerà invece a difendere fino all’ultimo. Nelle piazze e nelle sedi istituzionali democratiche”.