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Lazio, concorsopoli. Chiuse le indagini sulla graduatoria di Allumiere. Chiesto il processo per otto persone

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Chiuso il primo filone sulla “Concorsopoli di Allumiere”, l’inchiesta sulle assunzioni avvenute grazie al concorso svolto nel piccolo paese tra i Monti della Tolfa nell’estate del 2020. La Procura di Civitavecchia ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Antonio Pasquini, per i membri della commissione più quattro candidati per il quali c'è l'ipotesi di favoreggiamento.

 

Si tratta del primo filone dell'inchiesta sulla presunta concorsopoli in Regione che già nei mesi scorsi aveva portato a stralciare la posizione di Andrea Mori, che faceva parte della commissione, per il quale è iniziato un altro processo a dicembre. In ogni caso la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per lui e altre sette persone nell'ambito del filone principale. Tra i sette figurano il sindaco e gli altri due membri della commissione: Elpidio Bucci, direttore del Personale al Comune di Frascati, componente esperto e segretario verbalizzante; Riccardo Rapalli, direttore finanziario al Comune di Tivoli, componente esperto. Sono accusati di favoreggiamento quattro candidati che, secondo l'ipotesi avanzata dalla Procura (il fascicolo è stato seguito dal pm Alessandro Gentili), avrebbero rifiutato tutte le chiamate di assunzione per favorire il meccanismo che era teso a far entrare in Comuni dell'area romana persone vicine ai vertici territoriali di alcuni partiti, specie il Pd. Il magistrato ha sollecitato invece l'archiviazione per la moglie di Andrea Mori, Valentina De Vietro e dell’ex addetto stampa del Comune di Civitavecchia Massimiliano Magrì.Ci sono altri due candidati che non andranno a processo nonostante siano stati trovati in possesso di alcune tracce del concorso. Per il sindaco la situazione si fa complicata. Il Comune di Allumiere ha già fatto richiesta di costituzione in giudizio come parte civile e potrebbe arrivare dunque a chiedere i danni contro coloro che in qualche modo hanno offuscato l'immagine del Comune con questa vicenda che è rimbalzata sulle cronache nazionali.

 

Il caso è scoppiato all'inizio del 2021 quando si scoprì che molte persone assunte in vari comuni o al Consiglio regionale provenivano proprio dalla graduatoria infinita di Allumiere. Uno scandalo che ha colpito da vicino il Consiglio regionale e che ha portato nei mesi scorsi alle dimissioni dell'allora presidente Mauro Buschini. Il caso è stato oggetto anche di un'indagine della commissione trasparenza del Consiglio regionale presieduta da Chiara Colosimo. Tuttavia la relazione approvata in Consiglio, circa 20 pagine, è diversa da quella che era uscita dai lavori della commissione (circa 90) nella quale, per esempio, si dava conto di incontri tra diversi amministratori locali toccati dalla vicenda (dal sindaco di Allumiere Attilio Pasquini a quelli di Ladispoli, Guidonia, Tivoli, Bracciano, Monterotondo), molti dei quali hanno attinto dalla graduatoria del piccolo comune.
Al concorso di Allumiere parteciparono anche molti viterbesi in particolar modo dell'area del Litorale. Nessuno di loro, tuttavia, è rimasto invischiato nell’inchiesta.