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Viterbo, calza più lunga del mondo. L'evento salta per il secondo anno di fila

D. V. 
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Nel 2020, poco tempo prima dallo scoppiare dell’epidemia che ha costretto tutto il mondo a ricorrere alla chiusura totale e a bloccare ogni attività conviviale e ludica, le befane viterbesi, che facevano da cornice alla calza più lunga del mondo, erano arrivate alla cifra record di 105. Un serpentone lungo 52 metri e trasportato da 15 Fiat 500 d’epoca, seguito dalle appassionate befane di ogni età. Loro, vestite di tutto punto, accompagnavano il record viterbese, ormai diventato un appuntamento tradizionale, che si protraeva da oltre vent’anni, per la città dei papi. Paola Massarelli, da sempre nell’organizzazione di questa bella iniziativa, e befana anche lei, per la seconda volta però ha dovuto alzare bandiera bianca. Niente Calza più lunga del mondo. “Eh sì - spiega Massarelli - purtroppo il poco tempo a disposizione per prevedere un piano di sicurezza adattabile ci ha spiazzato e anche in questo 2022 la calza della befana più lunga del mondo non andrà in scena. Abbiamo provato a sondare le possibilità anche con il Comune, ma la risalita dei contagi, e queste nuove misure, ad oggi sono un grosso impedimento, soprattutto per una manifestazione come la nostra, che crea un polo attrattivo poco gestibile. Con sommo rammarico, quindi, dobbiamo rinunciare”.

 

Un peccato, ma non avete pensato ad una soluzione alternativa?
"Certo, c’era sul piatto - spiega ancora Paola Massarelli - una opzione, quella di poter realizzare la calza senza farla sfilare, montarla e metterla in mostra solo come esposizione, senza la passeggiata a cui eravamo abituati. Ma anche in questo caso sono stati valutati i rischi, ed effettivamente abbiamo dovuto convenire che questa possibilità, pur cercando la posizione più idonea, avrebbe creato assembramenti e quindi pericoli, solo noi come befane che siamo più di cento creiamo assembramento, e poi non c’è niente da fare, questo evento richiama tanta gente. Alla fine abbiamo dovuto cedere all’evidenza”. 

 


La speranza per il futuro, almeno quella c’è?
“La speranza a questo punto è che nel 2023, siamo finalmente fuori da questo incubo. Abbiamo bisogno di riprenderci i nostri spazi e le nostre abitudini, comprese queste legate alle feste e alle tradizioni locali, che tanto ci piacciono e che tanto ci sono mancate in questi due anni. Senza dimenticare il vero scopo della manifestazione che è la solidarietà. I fondi raccolti, infatti, ogni anno sono stati donati a varie associazioni. Speriamo di tornare a divertirci e anche a fare del bene”.