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Vittorio Sgarbi a sorpresa. Candidato sindaco a Viterbo? "Chissà che non sia l'ora del Rinascimento”

R. V.
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Viterbo, starebbe meditando di scendere in campo come candidato a sindaco anche Vittorio Sgarbi, che commenta così la situazione politica viterbese: “Seguo con interesse gli sviluppi della vicenda. Chissà che non sia giunta l’ora del Rinascimento, anche a Viterbo...”. Rinascimento è il nome del movimento con cui lui, ormai da anni, si presenta alle elezioni. Così è stato per Sutri nel 2018. 

 

L’occasione di gettarsi nella mischia è arrivata al critico d’arte con l’apertura del Museo dei Portici, laddove ha inteso commentare “le limitazioni imposte dalla Soprintendenza all’allestimento delle due opere di Sebastiano del Piombo, curato con grande perizia da Archeoares”. “La Flagellazione e la Pietà - dice - sono due capolavori di due tempi distinti, che hanno trovato conveniente spazio in Palazzo dei Priori, nel cosiddetto Museo dei Portici, ricavato nel piano terra. Ma perché entrambi, di epoche e umori diversi, nella stessa stanza, incrociati, di traverso, senza profondità e prospettiva (soprattutto la Pietà), invece che in due stanze distinte? E perché all’entrata la più tarda, la Flagellazione, tagliata dalla porta che ne inquadra solo la parte inferiore? E perché la Pietà pressoché al buio, con il paesaggio invisibile, la luce fioca e mal distribuita? Perché? E, ancora, perché quelle scatole, che non sono climabox, con i vetri (non vetri) opachi? E, in basso, la traccia visibile dei corpi illuminanti? Quante dannose imperfezioni per una luce insufficiente e mal direzionata”.

 

Per Sgarbi si tratta dell’ennesima occasione sprecata per Viterbo: “Altro chiedeva Sebastiano. Altro chiedeva Viterbo. Mi aveva chiamato il sindaco per consigli. Poi non ho saputo più nulla. A chiedere, la risposta è rassegnata: ordine, decisione della Soprintendenza”. 
In ultimo, ma non per ultimo, l’accenno alla situazione politica, che segue “con attenzione”. E già perché l’obiettivo di Sgarbi a Palazzo dei Priori, più che le sale del museo al piano terra di Palazzo dei Priori, sarebbe la sala rossa lasciata libera da Arena.