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Viterbo, candidato sindaco. Dieci nomi papabili per Palazzo dei Priori. Difficili alleanze al primo turno

R. V.
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In attesa di trattative ufficiali per dar vita ad eventuali coalizioni - che in verità, dato il clima di scontro che regna a tutti i livelli, appaiono di difficile realizzazione - le forze politiche ragionano informalmente sui candidati a sindaco di bandiera. Quelli cioè che saranno portati ai tavoli con i possibili alleati. Fermo restando che, proprio a causa dell’eccessiva litigiosità, non è escluso che corrano tutti (o quasi) da soli al primo turno per poi cercare intese al secondo.
Forza Italia
Chiusi, almeno per ora, i rapporti con Lega e FdI, sembra certa la ridiscesa in campo di Giovanni Arena, che infatti si appresta ad aprire nei prossimi giorni una sede “per l’ascolto”, parole sue, “dei tanti cittadini che mi stanno manifestando vicinanza e solidarietà”. Molto difficile, insomma, per il partito azzurro convergere subito al primo turno, come sembrava in un primo momento, sul candidato del Pd per ricambiare il “favore” ottenuto con l’elezione di Alessandro Romoli a presidente della Provincia: è evidente a tutti che ad Arena non può essere sbattuta la porta in faccia. In quanto al Pd se ne riparlerà al ballottaggio.
Fratelli d’Italia
Tra i nomi che circolano, quelli dell’assessore uscente ai lavori pubblici, Laura Allegrini, sostenuta dalla componente più ortodossa del partito; di Daniele Sabatini, o della moglie Antonella Sberna, che potrebbe seguirlo lasciando clamorosamente Forza Italia; o addirittura di Gianmaria Santucci nell’ipotesi di un’intesa da subito con Fondazione. 
Lega
In pole position l’assessore uscente all’urbanistica, Claudio Ubertini. Ma non si esclude la possibilità di lanciare un outsider in un’ottica di rinnovamento.

 

Viterbo 2020
Il movimento civico di Chiara Frontini, abbandonata la strada poco percorribile dell’autosufficienza, si affiderà sicuramente alla sua fondatrice nella speranza di arrivare al ballottaggio. Molto improbabili al momento intese sia a destra che a sinistra, sebbene la diretta interessata starebbe dialogando con tutti. Il punto, a livello politico, è che proprio questo spaziare da una parte all’altra, senza una chiara scelta di campo, potrebbe rivelarsi il suo tallone d’Achille.
Partito democratico
Resta in pista l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, ma, se viene meno la possibilità di ufficializzare l’intesa con Forza Italia già al primo turno, non è detto che tutto fili liscio come poteva sembrare. Nel frattempo, riprendono vigore anche componenti diverse dal cosiddetto partito della Regione, tanto è vero che c’è chi ipotizza la candidatura di un nome più autorevole: l’ex presidente della Provincia e deputato Alessandro Mazzoli. Allo stesso tempo, anche Francesco Serra, ufficialmente dichiaratosi fuori dalla contesa, sarebbe in realtà pronto a farsi avanti. La debolezza di questi schemi è che il partito non è unito, dovendo fare i conti con la componente moderata, la quale, come ex Margherita, ha sempre oscillato tra il 12 e il 14% e che anche stavolta in un modo o nell’altro sarà in campo.

 


M5S e altri civici 
Non è detto che il civismo, che ne determinò l’elezione tre anni e mezzo fa, sia ancora l’arma vincente per Massimo Erbetti e Giacomo Barelli, i quali, viste le convergenze messe in atto in Consiglio comunale nei tre anni e mezzo di amministrazione Arena, potrebbero essere inglobati nella lista del Pd.
Tutte le ultime amministrazioni comunali (da Giulio Marini a Giovanni Arena) hanno sostanzialmente fallito in quanto furono il risultato di una sommatoria eterogenea di forze politiche e personalismi decisa a tavolino per vincere le elezioni, e per questo senza una visione e un progetto condiviso da tutti. Il risultato è stato quello che è stato. La sfida stavolta sarà proprio quella di evitare di cadere tutti negli stessi errori.  Ci riusciranno?