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Viterbo, abusi sulla nipotina. La bambina conferma le accuse al nonno

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Ha confermato in aula quelle attenzioni "particolari" che hanno fatto scattare l'accusa di violenza sessuale per il nonno. La bambina, che oggi ha 13 anni, ha testimoniato in aula il 22 dicembre, durante un'udienza a porte chiuse, davanti al collegio guidato dal giudice Elisabetta Massini. Ha confermato quei palpeggiamenti che sono alla base del capo di imputazione dell'uomo sessantenne che abita in un comune della provincia.

 

A denunciare l'uomo è stata la mamma della piccola. Il suocero, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe approfittato dei momenti nei quali veniva lasciato solo con la bambina per palpeggiarla.L'imputato è difeso dall'avvocato Luca Nisi mentre la madre della vittima si è costituita parte civile ed è rappresentata dall'avvocato Remigio Sicilia. L'uomo, secondo il capo d'accusa avrebbe costretto la piccola, figlia del figlio, a ripetuti toccamenti anche nelle parti intime.In più circostanze, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe approfittato della piccola “abusando della condizione di inferiorità psichica, correlata all’età e al legame di discendenza”.
Il legale, all’udienza di ammissione delle prove del giudizio immediato, celebrata lo scorso 21 maggio, aveva chiesto di ascoltare la vittima in udienza. A novembre erano stati ascoltati, sempre a porte chiuse, gli altri testimoni, tra i quali la madre della bambina.
Il pm che ha seguito il caso, Michele Adragna, a suo tempo aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato saltando la fase dell'udienza preliminare. A carico del sessantenne fu preso un provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento alla bambina.

 

Una vicenda delicata sul quale il tribunale sta cercando di fare luce cercando di tutelare in particolar modo la minore. Quando il gip Savina Poli aveva disposto il giudizio immediato si era capito immediatamente che la piccola doveva essere sentita in aula per cristallizzare il suo racconto. La testimonianza entra ora nel fascicolo processuale.