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Viterbo, treni Roma Nord. "Si viaggia ammassati e senza mascherine: nessuno controlla"

Massimiliano Conti 
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Fino al 6 gennaio sulla ferrovia Roma Nord, per effetto della chiusura delle scuole, è entrato in vigore l’orario ridotto: solo 7 corse da Viterbo a Catalano e altrettante in senso contrario. Fino al 31 marzo, invece, per effetto del decreto Festività, per viaggiare sulla linea, così come su tutti gli altri mezzi pubblici, è obbligatoria la mascherina Ffp2
Chissà se qualcuno dei pendolari che utilizza quotidianamente la peggiore tratta del Lazio e una delle peggiori d’Italia - lo dicono le indagini annuali di Legambiente - avrà notato la differenza. Nonostante la riduzione dell’utenza, perlomeno quella studentesca, e delle corse, decine di treni continuano a saltare ogni giorno. Sui treni si continua a viaggiare ammassati mentre di passeggeri che indossano la mascherina ad alta protezione se ne vedono pochissimi. “Non la sta mettendo nessuno, neanche gli autisti. Non c’è nessuno che controlla”, denunciano gli utenti sulla pagina Facebook del comitato dei pendolari. 

 

Da parte sua, la Regione Lazio continua con la politica degli annunci. L’ultimo, nei giorni scorsi, è arrivato dell’assessore ai Trasporti Mauro Alessandri, che in una nota ha sottolineato nientemeno che “la grande attenzione” riservata alla mobilità e ai trasporti con la legge di bilancio approvata alla Pisana nei giorni prima di Natale. Nella finanziaria regionale i milioni destinati alle ferrovie ex concesse (Roma Nord, Roma Giardinetti e Roma Lido, tutte e tre disastrate) sono 43.

 

 

“Il contratto di servizio - ha spiegato Alessandri - avrà effetto da gennaio con il passaggio della gestione alle società regionali Cotral spa e Astral spa, permettendoci di fare una significativa rivoluzione su queste linee”. I pendolari viterbesi, e più in generale tutti quelli che utilizzano la linea che collega piazzale Flaminio a viale Trieste passando per Civita Castellana, per veder subentrare Cotral ad Atac dovranno però aspettare luglio, nella speranza che non si passi dalla padella alla brace. Il dubbio è più che fondato, considerati i risultati per niente esaltanti inanellati negli ultimi anni anche dalla società regionale nel trasporto su gomma: chiedere ai 9 mila studenti pendolari viterbesi che vanno a scuola coi pullman. 
Intanto, come detto, nonostante l’orario natalizio, sulla tratta le soppressioni dei treni, i disagi (vedi gli improvvisi black-out alle fermate) e i disservizi restano la regola. “Servizio da quinto mondo. Indegno di una capitale. Vergogna infinita e ripetuta”, ha scritto un passeggero ad Atac dopo aver aspettato mezz’ora il treno per piazzale Flaminio da Montebello