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Viterbo, Arena caduto. Forza Italia respinge le accuse

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Forza Italia alla ricerca di una strategia per uscire dall’angolo in cui l’ha messa il centrodestra dopo l’intesa con il Pd alle elezioni provinciali. Bruciano le parole della Lega: “A Viterbo mai più alleati” e fanno male le grandi manovre della stessa Lega e di FdI per individuare al più presto un candidato a sindaco capace di muoversi anche nel tradizionale terreno di gioco degli azzurri. Circolano, tra gli altri, i nomi di Antonella Sberna, che, interpellata da questo giornale, ha detto di non veler rilasciare dichiarazioni; del marito, Daniele Sabatini; e di Gianmaria Santucci di Fondazione. 

 

Il compito di respingere gli attacchi spetta direttamente a Giovanni Arena. “Colpito”, parole sue, “dalle grandi manifestazioni di stima dei cittadini”, l’ex sindaco conferma infatti l’apertura di un punto d’ascolto in centro (un modo per non parlare espressamente di comitato elettorale) subito dopo le feste. E a proposito dell’alleanza col Pd attacca: “E’ bene ricordare che sia FdI che Lega furono i primi a stringere accordi col Pd in Provincia, motivandoli con la crisi pandemica. Ora che la diffusione del virus ha raggiunto soglie molto preoccupanti, non sarebbe stato anomalo un accordo tra tutte le forze politiche per fronteggiare la gravissima situazione che viviamo”. 
Arena, riaffermando la tesi del suo partito, secondo cui “le dinamiche di un altro ente, peraltro di secondo livello, non dovevano entrarci nulla con il Comune di Viterbo”, rigetta poi le accuse di inefficienza rivolte alla giunta: “I miei ex alleati, che avevano gli assessorati più strategici, perché non sollecitavano i propri rappresentanti ad essere più incisivi, puntuali e determinati? Se si afferma che i partiti della mia ex maggioranza mi avrebbero chiesto di essere più incisivo, quando il sottoscritto, stanco dei continui litigi e battibecchi, è stato costretto anche ad azzerare la giunta, allora si è poco obiettivi”. 
Non vuole diventare il terminale di tutti i mali, l’ex primo cittadino: “Trovo scorretto scaricare tutto sul sindaco, mentre sono d’accordo che era impossibile andare avanti ancora a causa delle continue contrapposizioni tra le forze politiche, con liti continue in giunta, dove, l’un contro l’altro armati, si accusavano reciprocamente, contestando spesso i pareri dei dirigenti”. Dichiarandosi con la coscienza apposto, Arena dice infine di trovare “ingeneroso e offensivo ridurre l’attività del sindaco a quella di tagliare solo i nastri, quando tutti sanno che ho dovuto impegnarmi all’inverosimile per superare le difficoltà e risolvere i tanti problemi che tutti mi scaricavano addosso”. 

 

Esce allo scoperto anche il commissario provinciale di FI, Andrea Di Sorte, che parla di tante “falsità messe in giro dai nostri ex alleati”. “Chi ha firmato le dimissioni - afferma - e quelli che le hanno architettate non sanno neanche spiegare con onestà le motivazioni di ciò che hanno fatto. Qualcuno dice sia stata colpa delle elezioni provinciali, altri della cattiva gestione della città. In entrambe in casi sanno di mentire”. In particolare, secondo Di Sorte, “l’impossibilità di esercitare il proprio ruolo all’interno dell’amministrazione, denunciata a più riprese da alcuni, non può essere la causa che ha portato alla sfiducia, anche perché significherebbe ammettere il proprio fallimento. Dei 9 assessori, i partiti della sfiducia ne avevano ben 7, mentre dei 21 consiglieri, 17. Dire che non è stato possibile, per loro, incidere nella vita dell’ente, significa ammettere una totale incapacità ed inadeguatezza di natura politica e amministrativa”. Quindi, una stoccata al vetriolo: “Di alcuni assessori sarebbe interessante sapere se, a fronte di una lauta indennità di carica, corrisponde al vero che entravano in Comune alle 11.00 ed uscivano alle 12.30, come tanti consiglieri raccontano da mesi”.