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Viterbo, elezioni comunali. Chiara Frontini si prepara: “Una squadra per governare e non per vincere e basta”

Mattia Ugolini
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La campagna elettorale di Chiara Frontini è iniziata ieri mattina, all’alba di un 2022 che vedrà la città al voto dopo la caduta di Arena. Location della conferenza stampa via Cardinal La Fontaine, di fronte al palazzo diroccato e ingabbiato vicino alla chiesa di San Giovanni Battista. 
“Una grande incompiuta eretta a simbolo del degrado dagli stessi cittadini. La part destruens della città”, ha dichiarato l’ex consigliera mentre spiegava la scelta del luogo. Da lì, con sullo sfondo transenne e impalcature, la numero uno di Viterbo 2020 ha reso note le linee del suo programma: Pnrr, Giubileo, lavoro ed Expo 2030

 

Il Pnrr - ha detto giocando con le lettere e le parole - è ancora da scrivere e noi vogliamo che l’acronimo vada a significare ‘per non restituire risorse’”. Sul Giubileo, invece, grandi progetti: “Sarà un evento straordinario, che convoglierà milioni di fedeli, pellegrini e turisti. Noi vogliamo che, oltre a visitare la città eterna, questi vengano anche a visitare la cittá dei papi”. 
Ma come muoversi per rendere concreta una così forte azione di valorizzazione del brand viterbese? “Stanziare fondi - ha spiegato Frontini - per ristrutturare ed implementare la ricezione turistica, primo motore di sviluppo economico. Il lavoro dovrà essere al centro di ogni prossimo dibattito, l’obiettivo è innescare circuiti virtuosi che creino occupazione. Nel rispetto dei principi di inclusività, tutela, sostenibilità e ambiente”. Poi l’Expo 2030, per il quale Roma si è candidata a sede ospitante: “Un’occasione irripetibile, se arriveranno conferme bisognerà concentrarsi anche qui per far ottenere alla nostra città un ruolo da protagonista”.

 

Ma come e soprattutto con chi si presenterà alle urne Viterbo 2020 rimane un mistero, per il momento: “Non parleremo di gossip, alleanze, candidati, nomi, architetture e geometrie tipiche della politica”, ha liquidato seccamente l’ex esponente di An. L’unica cosa, in questo senso, prova a dirla Alfonso Antoniozzi: “Di certo costruiremo una squadra per governare e non per vincere”. Il riferimento all’ormai ex maggioranza di centrodestra non è neppure così velato.