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Viterbo, acquisti per le Feste: ok i prodotti tipici, tiene il comparto abbigliamento

Daniela Venanzi
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E’ un quadro a tinte chiaroscuro, quello che tratteggia Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese, e la tela sulla quale sono impresse le gradazioni di colori, da quelli spenti e in difficoltà a quelli più accesi e in crescita, è quella degli acquisti dei viterbesi durante il periodo natalizio. Da una parte il settore gastronomico dolciario, dall’altra quello dell’abbigliamento e infine quello della ristorazione. “Sì, - racconta De Simone - la percezione è quella di un momento di vendita molto positivo per ciò che concerne le eccellenze del cibo locale, i lavorati artigianali delle varie pasticcerie o quelli dei prodotti tipici negli altri settori gastronomici. Durante queste feste, dolci e specialità alimentari sono stati i più scelti dai viterbesi, ma anche dai turisti occasionali. Nonostante il rincaro delle bollette in vista, nonostante l’incalzare del Covid, si preferisce mangiare e regalare alimenti di qualità, anche cari ma di eccellenza. E l’incremento notevole delle vendite è la testimonianza più concreta”. 

 


 

Discorso diverso invece per l’abbigliamento, giusto?
“Ecco, in questo caso diciamo - spiega ancora De Simone - che per essere un anno difficile il comparto ha tenuto è c’è stata una propensione alla spesa di cui non ci possiamo lamentare, nella corsa finale agli acquisti prima di Natale i negozi del centro storico hanno infatti venduto abbastanza bene. Direi che la percezione è di una stabilità rispetto agli anni passati”. 

 

 


 

Rimane fuori la spesa per pranzi e cene, compreso il cenone di fine anno.
“Purtroppo questo è il settore più in sofferenza. Ho sentito dagli operatori stessi che ci sono state molte disdette e che in alcuni casi sono stati addirittura annullati eventi e chiusi locali. Qui il Covid la fa da padrone, tra nuovi positivi, famiglie preoccupate e incertezze legate alla risalita dei contagi, non c’è molto margine per vendere. Non dimentichiamo che ad oggi, (30 dicembre ndr.) penultimo giorno di cassa integrazione legata al Covid, non è giunta notizia di un possibile rinnovo. Quindi è ovvio che anche a Viterbo i ristoratori restano la categoria più colpita. E su questo fronte ci sarà molto da fare per risalire la china”.