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Viterbo, cane disperso per tre anni. Ritrovato in Francia, ora è tornato dalla sua famiglia a Tarquinia | Video

Daniela Venanzi
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Il video di Ciuffo che dopo tre anni e tre mesi torna a casa a Tarquinia, dopo essere arrivato fino in Francia, è postato sul profilo di Giuliana Baldin, la proprietaria che in tutto questo tempo non ha mai perso le speranze, inondando di locandine i profili social. Ciuffo, il cui vero nome è Dylan, è stato smarrito a settembre del 2018 e in seguito raccolto da due ragazzi sull’Aurelia tra Tarquinia e Montalto di Castro. Da quel momento in poi, per la sua famiglia che lo aveva, come spesso accade, accudito alla pari di un componente del proprio nucleo, è iniziato un calvario fatto di ricerche, di appelli, di momenti di scoramento ma di una tenacia nella ricerca che non si è mai spenta. L’ultimo annuncio di Giuliana Baldin è stato postato il 7 novembre sulla pagina facebook. E così, come in una vera favola di Natale, Ciuffo, che da Tarquinia era finito in un canile francese, è ritornato tra le braccia di questa donna di 75 anni e di suo figlio Claudio Piacentini. 

 

Buonasera a tutti! CIUFFO È TORNATO A CASA!!!. Lui è arrivato in Francia, raccolto sull'Aurelia da una coppia. Dopo tre anni e tre mesi si è smarrito di nuovo. È stato preso e portato in un canile francese, loro hanno letto il microchip e avendo visto il volantino postato da noi, ci hanno contattato subito su Facebook. Volevo ringraziare TUTTI VOI per l’immensa solidarietà ricevuta e Judith Verdi che mi ha supportato con il social. Buon Santo Stefano a tutti, Vi abbraccio!!

Pubblicato da Giuliana Baldin su Domenica 26 dicembre 2021

 

 

“Sono commossa fino alle lacrime - spiega Giuliana, non nascondendo un’emozione che arriva, con le parole, fino all’altro capo del telefono - tre anni e tre mesi sono un tempo infinito per chi aspetta, eppure sono stata ripagata con il regalo più bello, quello del ritorno a casa di Ciuffo”. 
Ma come sono andate le cose, che fine aveva fatto il suo cane?
“Io abito a Roma e nel mese di settembre ero da mio figlio che ha una casa a Riva dei Tarquini e vive lì, per una disattenzione era rimasto aperto un piccolo cancello che Ciuffo ha guadagnato perché in quel momento c’era un temporale in corso. Spaventato dai tuoni è arrivato fino sulla via Aurelia e da qui una coppia di giovani lo ha caricato in auto. Con tutta probabilità gli stessi che poi giunti in Francia se lo sono tenuti per tutto questo tempo”.
E come è arrivato al canile?
“Ci è arrivato perché smarrito un’altra volta - racconta ancora Giuliana -. Il canile poi, non so per quale caso fortuito, ha visto uno dei nostri avvisi postati su facebook e, controllando anche il chip, è arrivato a noi. Era venerdì 17, un giorno che non dimenticherò facilmente”.

 


 

E la coppia di francesi?
“E’ andata a cercarlo in quel canile, probabilmente si erano anche affezionati in tutto questo tempo, ma i gestori hanno rispedito al mittente la richiesta di poterselo riprendere, perché il microchip parlava chiaramente, non erano loro i proprietari ma noi”.
Cosa è successo poi?
“Poi con mio figlio siamo corsi in Francia a riprendercelo, erano le 22 circa quando siamo arrivati. Eravamo terrorizzati che i signori che lo reclamavano andassero di notte a prelevarlo, ma siamo stati rassicurati dalla presenza di un custode, e oggi Ciuffo è con noi. Non si può capire quali sentimenti ci attraversino, dallo stupore alla felicità, allo scombussolamento”.
Cosa sta facendo in questo momento?
“Sono con Ciuffo e stiamo facendo una passeggiata per andare alle varie stazioni dei carabinieri, per portare loro i calendari dei cani scomparsi. C’è tanta sofferenza quando non si trova più l’animale di famiglia e intendo spendermi per chi non ha avuto la mia stessa fortuna”. 
Lei è arrivata a offrire ben cinquemila euro a chi ritrovasse il suo cane. E’ ricca? 
“Assolutamente no - spiega ancora Giuliana - però non mi importa dei gioielli, dei vestiti, non spendo per queste cose, io amo i cani e Ciuffo era la mia vita”. 
Cosa le ha insegnato questa esperienza?
“Che la burocrazia italiana è terribile, all’inizio, al di là di alcune associazioni, ho provato a mobilitare e chiamare tutte le Asl di Roma, neanche al telefono rispondevano. Ecco, vorrei che questi casi non accadessero più, vorrei che ci fosse anche un minimo di assistenza, e infine vorrei anche che tutti mettessero il chip al proprio cane. Purtroppo ancora oggi molti non lo fanno”.
E adesso che succede? 
“Ciuffo è con me, niente è più importante. Io e mio figlio siamo frastornati ma al settimo cielo e vogliamo tenerci stretta questa felicità”.