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Viterbo, Comune caduto. L'ex prefetto Antonella Scolamiero nominata commissario

Massimiliano Conti
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E’ finita un po’ come in certi film horror di serie B in cui il cadavere resuscita e bisogna abbatterlo una seconda volta. I 19 consiglieri che l’antivigilia di Natale avevano condannato a morte l’amministrazione Arena dimettendosi in blocco dal notaio Fabrizio Fortini, ieri mattina sono dovuti tornare in fretta e furia in Comune (tutti meno Vittorio Galati, in Puglia per le vacanze di Natale) per firmare una seconda volta il benservito al sindaco. Mai si era vista una fine di consiliatura più rocambolesca. 
A rimettere in sella la giunta, senza risultato, ci aveva provato già il dimissionario Giovanni Arena mercoledì scorso, il giorno dopo averla disarcionata. Stavolta a tenere in vita almeno formalmente un Consiglio comunale già sostanzialmente defunto ci ha pensato la burocrazia: un inghippo tecnico che ieri mattina, 27 dicembre, ha bloccato in Prefettura la decadenza dell’assemblea di Palazzo dei Priori facendo slittare al pomeriggio la nomina del commissario. Che, per la cronaca, si tratta di una vecchia conoscenza dei viterbesi: l’ex prefetto Antonella Scolamiero

 

 

Ma cosa è successo? In pratica, nell’ormai storica serata dal notaio Fabrizio Fortini, vuoi per l’inesperienza rispetto un atto senza precedenti a queste latitudini o vuoi per l’emozione, i 19 dimissionari (Micci, Merli, Evangelista, Galati, Marcoaldi, Caporossi e Cepparotti della Lega, Buzzi, Minchella, Scardozzi, Grancini, Salvatori e Perlorca di FdI, Santucci di Fondazione, Frontini, Chiatti, Antoniozzi e Notaristefano di Viterbo 2020 e Luisa Ciambella del Pd) si erano dimenticati di firmare anche la delega a Chiatti, Scardozzi e Ciambella, ovvero ai tre consiglieri che la vigilia di Natale hanno protocollato in Comune le dimissioni sottoscritte da tutto il gruppo il giorno prima. 
Fatto sta che senza quelle deleghe, previste dal Tuel, lo scioglimento del Consiglio non poteva essere decretato. Complice anche qualche intoppo informatico, dovuto alla trasmigrazione dal vecchio al nuovo sistema, una vicenda di ordinaria burocrazia si è trasformata quindi nell’ennesimo psicodramma. Ad alimentare il quale ci ha pensato, va detto, lo stesso ex sindaco, che ieri mattina è apparso con tanto di foto sui social nel pieno esercizio delle sue funzioni: “Oggi 27 dicembre 2021 sono ancora in carica e continuo a fare il mio dovere. La procedura seguita dai consiglieri che hanno firmato le loro dimissioni risulterebbe non corretta”, ha scritto Arena. Tanto è bastato per scatenare il panico e per far gridare alla giunta “zombie”. 

 

Intanto, Radio Palazzo dà per certa l’uscita da Forza Italia dell’assessora Antonella Sberna, del marito Daniele Sabatini e del consigliere Matteo Achilli, tutti fortemente critici nei confronti dell’alleanza col Pd in Provincia. Tutti, sempre stando ai rumors, in procinto di passare con Fratelli d’Italia. I meloniani potrebbero puntare proprio sulla Sberna come candidata a sindaco di bandiera alle ormai prossime elezioni.