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Viterbo, il museo dedicato a Del Piombo è realtà

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Un Giovanni Arena visibilmente provato quello che ieri mattina ha tagliato il nastro del museo di Sebastiano Del Piombo sotto i portici del Comune. Almeno per ora, ultimo atto, questa sobria cerimonia, della sua esperienza da sindaco. Accompagnato da Laura Allegrini e Marco De Carolis, l’ormai ex primo cittadino non ha però mancato ancora una volta di mostrarsi, come è nel suo carattere, gentile e sorridente con tutti. E così, a dispetto dell’incredibile situazione in cui lo hanno cacciato, ha trovato il tempo di ringraziare tutti coloro che lo hanno accompagnato nel suo percorso a Palazzo dei Priori.

Poche parole, ma tanto basta, prima di mostrare le sale del museo, per marcare la distanza da altri temperamenti tipici della politica locale. Il museo, nato su iniziativa della precedente amministrazione, è minimalista, ma molto bello. Nella sala principale i due capolavori di Del Piombo, la Pietà e la Flagellazione, ammirabili fronte retro. In particolare, dietro la Pietà sono per la prima volta visibili al grande pubblico i disegni attribuiti a Michelangelo probabili bozzetti di soggetti della Cappella Sistina.

C’è poi una sala multimediale, con poltroncine, dove su uno schermo vengono mostrati filmati sulla storia della città, oltre che sulle opere esposte. Infine, una sala, in penombra, con la teca contenente la pergamena del primo Conclave: sulle pareti, proiettate tridimensionalmente, le immagini di alcuni dettagli della stessa pergamena. Ad arricchire le tre sale, un’adeguata pannellonistica e infine il bookshop gestito da Archeoares, la società a cui è stata affidata tutta la gestione della struttura. Al termine della cerimonia le prime firme sul libro delle presenze: quelle degli stessi Giovanni Arena, Laura Allegrini e Marco De Carolis.