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Comune Viterbo, caduta della giunta. Venti consiglieri stasera dal notaio

Massimiliano Conti
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L’ora delle decisioni irrevocabili è fissata per stasera alle 20: nello studio del notaio Fortini 20 consiglieri comunali, 15 di maggioranza (Lega, FdI e Fondazione) più i quattro della minoranza frontiniana e la dem Luisa Ciambella, salvo defezioni dell’ultimo minuto, firmeranno infatti la condanna a morte inappellabile dell’amministrazione Arena, già anticipata martedì pomeriggio con le dimissioni del sindaco. Negli ambienti della stessa maggioranza ieri il finale di partita veniva dato ormai per scontato, soprattutto dopo l’azzeramento della giunta, che Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione hanno letto come un ulteriore atto di ostilità da parte del sindaco.

Ma si sa che la politica è l’arte del possibile e a volte anche dell’impossibile. E proprio la carta dell’impossibile ha provato fino all’ultimo a giocarla il neo presidente della Provincia Alessandro Romoli, la cui elezione, frutto del patto tra Forza Italia e sinistra Pd, è stato il detonatore che ha fatto esplodere il centrodestra. Attraverso Romoli, i forzisti nel tentativo disperato di tenere in piedi il Comune, sempre stando alle indiscrezioni, avrebbero offerto agli ormai ex alleati (Lega e Fratelli d’Italia) di tutto e di più, ovvero ogni posto disponibile sia a Palazzo dei Priori che a Palazzo Gentili, sentendosi però rispondere picche. Anche perché al punto in cui si è arrivati, per i salviniani e i meloniani cedere alle offerte forziste significherebbe perdere la faccia e la testa, impiccandosi alla stessa corda ormai strappata. Dal notaio Fortini non ci saranno invece gli altri esponenti del Pd, né il calendiano Barelli né il pentastellato Erbetti.

Da parte sua, Arena attende il corso degli eventi: “Non ho nulla da recriminare - dice il primo cittadino - . L’azzeramento della giunta è stato un atto di chiarezza, non di sfida. Non credo che possa aver esacerbato il clima, anche perché stamattina (ieri, ndr) con i due ex assessori Marco De Carolis e Laura Allegrini abbiamo inaugurato il nuovo museo sotto i portici e non ho percepito da parte loro alcun risentimento”. Di risentimento però se ne percepisce molto all’interno dell’ormai ex maggioranza, soprattutto nei confronti del duo forzista Marini-Muroni, a cui viene attribuita la regia degli ultimi atti del dramma di Palazzo dei Priori, compreso appunto l’azzeramento della giunta. “Il problema è che ormai anche i rapporti personali sono andati in pezzi - confida un esponente di maggioranza - tanto che durante il voto in Provincia in qualche occasione ci è mancato poco che si arrivasse alle mani”. Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione attribuiscono a Forza Italia anche la responsabilità di aver fatto saltare, con la sconvocazione della III commissione da parte del presidente Muroni, il Consiglio di oggi dedicato ai progetti della qualità dell’abitare. I 37 milioni di euro non sono però a rischio, perché basterà un semplice atto del commissario prefettizio per scongiurare la perdita del finanziamento, ma a salvinani, meloniani e santucciani non è piaciuto, per usare un eufemismo, il tentativo di far morire con Sansone anche tutti i filistei.