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Viterbo, pesce per cenone. Cinque tonnellate prodotti ittici sequestrati a Montefiascone

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Cinque tonnellate di pesce o di prodotto ittico in genere, sono state sequestrate a Montefiascone dagli uomini della capitaneria di porto di Civitavecchia nel corso di una operazione di controllo alla filiera del pesce denominata "Atlantide". Con l’approssimarsi del periodo delle festività natalizie e con il conseguente incremento della domanda di prodotti ittici, infatti, le attività di controllo della Guardia costiera di Civitavecchia hanno riguardato diverse attività commerciali di vendita sia all’ingrosso che al dettaglio, nonché punti di sbarco, pescherecci e pescatori non professionali, all’esito delle quali i militari hanno riscontrato varie irregolarità, riguardanti la presenza di rilevanti quantitativi di pesce scaduto, la mancanza delle informazioni obbligatorie in materia di tracciabilità ed etichettatura, la pesca di specie ittiche oltre il limite consentito. L’attenzione dei militari della Capitaneria di porto di Civitavecchia si è focalizzata anche sui territori interni di propria giurisdizione, operando controlli nella provincia di Viterbo.

Nella Tuscia, presso un centro di trasformazione e commercio all’ingrosso nel comune di Montefiascone, il personale della Capitaneria di porto di Civitavecchia ha proceduto al sequestro di oltre 15mila confezioni di prodotti ittici vari, per un totale di circa 5 tonnellate, scaduti o con provenienza ignota e, pertanto, non commercializzabili. Inoltre, la continua attività di vigilanza volta al contrasto del fenomeno della pesca di frodo del riccio di mare, ha portato i militari ad individuare 8 pescatori subacquei abusivi, provenienti dalla Sicilia e dalla Puglia, fermati e sanzionati sul litorale dei Comuni di Santa Marinella e Tarquinia dopo diverse ore di appostamento.

Oltre all’attrezzatura utilizzata, sono stati sequestrati più di 15mila esemplari di riccio di mare che, ancora vivi e vitali, sono stati rigettati in mare aperto dalla Guardia Costiera e restituiti quindi al proprio delicato ecosistema. L’attività di contrasto a tale deprecabile fenomeno ha portato all’elevazione di 16 sanzioni amministrative nei confronti dei pescatori subacquei, per un totale di 39 mila euro.