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Viterbo, bocciati i prepensionamenti alle ceramiche di Civita Castellana

Angelo Conti  Coordinatore civitonico Leu

Massimiliano Conti
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Sotto l’albero di Natale gli operai civitonici più avanti con gli anni non troveranno la pensione anticipata. La doccia gelata è arrivata venerdì scorso quando in commissione al Senato è stato bocciato un emendamento che riconosceva quello della ceramica come lavoro usurante. La modifica - che estendeva la possibilità del prepensionamento prevista dal decreto legislativo sulle professioni particolarmente faticose e pesanti - era stata presentata da Leu, che contava nella convergenza di un’ampia maggioranza parlamentare. Almeno un centinaio i ceramisti giunti alle soglie della pensione che attendevano con ansia ma anche con fiducia questo decisivo passaggio per ottenere uno “scivolo” di tre anni, anche alla luce del sostegno che alla causa civitonica era arrivato nell’ultimo anno da uno schieramento trasversale di forze e di esponenti politici: dal deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli allo stesso leader della Lega Matteo Salvini.

La motivazione alla base della bocciatura, manco a dirlo, è stata la carenza di risorse economiche per estendere la platea dei lavoratori aventi diritto al prepensionamento, “fermi restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore ai 35 anni”. A dare voce alla rabbia dei lavoratori è Angelo Conti, ceramista e responsabile locale di Leu, che parla senza mezzi termini di “pagina vergognosa” per la politica. L’articolo del testo di legge da emendare era il primo, al comma C, dove si individuano i beneficiari della deroga pensionistica nei lavoratori “impegnati all’interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione dei tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni”.

“Gli addetti della ceramica sono circa tremila - continua Conti - un centinaio dei quali il prossimo anno avrebbero potuto maturare i requisiti per lo scivolo. Successivamente avremmo avuto una media di 30-40 uscite anticipate l’anno con un costo assolutamente sostenibile per le casse dello stato, tanto più in un momento in cui stanno per arrivare dall'Europa i 200 miliardi da Recovery Plan. Senza contare i nuovi posti di lavoro che si sarebbero venuti a creare per i giovani con i pensionamenti anticipati”. “Ancora una volta siamo stati traditi da una politica capace solo di fare campagna elettorale – sempre il rappresentante di Leu - e che all’atto pratico si rimangia ogni parola e promessa. Anche il Pd su questo fronte latita. Dopo i 50 anni i ceramisti sono cotti: soffriamo tutti di malattie muscolo- scheletriche, di ernie, artriti e artrosi, mentre una sentenza europea ha riconosciuto la polvere di silice come estremamente cancerogena”. Come contentino agli operai civitonici è stata data la possibilità di accedere all’Ape sociale con 32 anni di contributi e 63 di età. “La beffa che si aggiunge al danno – conclude Conti – perché calcolando che un ceramista inizia a lavorare intorno ai 16-18 anni, al 63° anno i requisiti per andare in pensione li raggiunge già con l’attuale Fornero”.