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Viterbo, cormorani crocefissi. Orrore in riva al lago di Bolsena

B. M.
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La scena, orribile, richiama alla mente la testa di cavallo mozzata del film Il Padrino: un avvertimento omertoso di cui hanno fatto le spese due cormorani (specie tutelata da norme italiane ed europee), crocefissi sul lago di Bolsena, di fronte al Lido Camping. Gli animali sono stati ritrovati la mattina del 12 dicembre da un gruppo scout che stava facendo attività in zona. Un atto di inaudita gravità, che preoccupa per la malvagità con cui è stato compiuto, ma prima ancora ideato. Non appare, in definitiva, un gesto - seppur nella sua drammaticità - realizzato sul momento, magari in preda a un impeto di rabbia, ma studiato, meditato e poi realizzato con fredda e malvagia determinazione.

 

 

Parole di dura condanna arrivato dal Flag Lago di Bolsena e Biodistretto: “La presa di distanza è netta, sentita, doverosa, e tali modalità sbarrano la strada a qualsiasi tipo di dialogo, essendo distanti anni luce dai valori dalle comunità produttive e dalle sensibilità che il Flag Lago di Bolsena e Biodistretto Lago di Bolsena, vogliono tutelare e promuovere”. 

 


 

“La violenza e la cura con cui i due animali sono stati preparati - sostengono la presidente del Flag Lago di Bolsena, Bruna Rossetti, e il presidente del Biodistretto Lago di Bolsena, Gabriele Antoniella - lasciano sgomenti, come pure l’assoluta assenza di un qualsiasi messaggio scritto che lascia spazio a diverse interpretazioni e motivazioni, tutte irricevibili”. La rilevanza penale è significativa e il fatto è stato denunciato ai carabinieri di Acquapendente e alla polizia provinciale di Viterbo che hanno immediatamente avviato le indagini. “Il lago e il territorio che lo circonda - evidenziano Bruna Rossetti e Gabriele Antoniella - richiamano a una identità culturale permeata di bellezza, al contempo concreta ed evocatrice di sogni realizzabili, che con fermezza, passione e determinazione si cercheranno di raggiungere grazie alla sana, fattiva e quotidiana partecipazione delle comunità che rappresentiamo”.