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Viterbo, paura Covid. Salta concerto di fine anno in piazza. Arena: "Nessuna restrizione per mercatini, shopping e centri commerciali"

Massimiliano Conti 
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Nessuna restrizione ma solo più controlli nei centri commerciali così come nei luoghi di assembramento, e conferma di tutte le iniziative natalizie, mercatini inclusi. Quasi sicuramente salterà invece il concerto in piazza dell’ultimo dell’anno
Lo anticipa il sindaco Arena in vista della riunione di domani in prefettura del comitato per l’ordine e la sicurezza, rispondendo anche indirettamente al sindacato Usb, che ha chiesto al Comune e alla Asl un tavolo urgente perché vengano garantite le condizioni di sicurezza dello shopping natalizio in questi giorni in cui i contagi a Viterbo stanno toccando di nuovo livelli allarmanti. 
Il sindacato di base pretende risposte celeri, minacciando di bloccare gli acquisti natalizi attraverso l’arma dello sciopero. Sabato intanto arriva la notte dei regali con negozi aperti fino a mezzanotte e micro eventi nel centro storico. 

 


Da parte sua, Arena almeno per ora non intende seguire i colleghi di metropoli come Roma e di altre città come Mantova, Treviso e Padova dove stanno saltando l’una dopo l’altra feste di piazza e iniziative natalizie come i tradizionali mercatini. “Oggi (ieri, ndr) a Viterbo abbiamo avuto 20 nuovi positivi ma anche 41 guariti – confida il primo cittadino -. I numeri non ci fanno stare tranquilli ma con questo maledetto virus dobbiamo anche convivere. Se la situazione non peggiora, tutte le manifestazioni natalizie si svolgeranno regolarmente, con un potenziamento dei controlli anche nei centri commerciali. Diverso il discorso per Capodanno: giovedì in prefettura decideremo il da farsi ma credo che il concerto in piazza non ci sarà”. 

 

Dei centri commerciali l’Usb parla come di “possibili focolai” dove non vengono rispettate minimamente le misure di sicurezza e dove mancano i controlli. 
“Abbiamo inviato un urgente richiesta di incontro per esaminare le attuali mancanze in negozi e centri commerciali per ridurre il rischio di contagio da Covid 19 – dichiara il responsabile del sindacato Luca Paolocci -. Sindaco e Asl, come responsabili della salute pubblica, sono i primi a dover intervenire in proposito se le aziende non mettono in atto tutte le misure previste per la tutela di lavoratori e clienti. In questo momento di forte rialzo dei contagi, nessun controllo viene effettuato nel commercio, uno dei pochi settori in cui è possibile accedere, come consumatori, senza green pass, né normale né super. Il traffico che, ogni giorno, dalla tarda mattinata fino a sera, blocca tutta la città poi si riversa per tre quarti nei centri commerciali e negozi ammassati nella zona della Cassia nord - continua Paolocci -. Complice il freddo e l’avvicinarsi del Natale, riceviamo denunce e segnalazioni di locali strapieni, senza alcun controllo né sul corretto uso della mascherine né sul numero massimo di persone che possono entrare. Il flusso dei clienti deve essere limitato in modo da evitare assembramenti all’interno nei vari reparti e nella barriere casse.” 
L’Usb chiede inoltre di introdurre l’obbligo per le aziende di fornire ai lavoratori le mascherine Ffp2: “Tutti i dipendenti dei centri commerciali, al di là del contratto di assunzione e al di là della mansione svolta, devono avere la mascherina Ffp2. I promoter si ammalano esattamente come un capo negozio. Ricordiamo che, con legge 133/2021, lo Stato ha imposto le mascherine Ffp2 a tutti i lavoratori a contatto con il pubblico, proprio perché non vi è nessuna garanzia né sicurezza che i consumatori le indossino in modo corretti. Non devono essere i lavoratori a dover controllare i clienti, né tantomeno a sanificare le superfici, mansioni aggiuntive rispetto a quelle contrattuali, per cui non vengono retribuiti né formati. Anzi, come sindacato pretendiamo pause aggiuntive retribuite vista la difficoltà di operare con la mascherina per tutto il turno e i carichi aggiuntivi a cui sono sottoposti”.