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Viterbo: microcriminalità, spaccio e schiamazzi a Sacrario. Frontini: "Servono luce e pulizia”

Massimiliano Conti
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Una persona in evidente stato di alterazione che ferma una macchina e ordina al conducente di tornare indietro, sbarrandogli la strada con il suo corpo barcollante. Un ragazzo con il cappuccio della felpa calato in testa che prova a forzare la serratura di alcune auto parcheggiate. Decine di tossici che escono ogni sera e si aggirano come zombie per le strade di un quartiere sempre più buio e abbandonato. Non siamo in una banlieue parigina o nel Bronx degli anni ottanta, ma a Viterbo, in pieno centro storico, nei quartieri del Sacrario e di piazza San Faustino, a poche centinaia di metri dal Comune e a poche decine dal parcheggio più grande e frequentato della città.

 

 

Quelle descritte sono scene di questi giorni, sempre più frequenti nelle ore notturne, e spesso anche in quelle diurne, che vengono filmate dagli abitanti e postate sui social network. Nell’indifferenza generale. La microcriminalità, lo spaccio e il bivacco, gli schiamazzi e le risse sono ormai da anni il pane quotidiano e il tormento dei residenti, sempre più esasperati dal degrado, ma anche rassegnati al lassismo delle istituzioni. La situazione è peggiorata con la pandemia e con la chiusura di alcune attività: quella del Sacrario e di San Faustino (il quartiere più multietnico di Viterbo) è diventata ormai una terra di nessuno, da cui quando fa buio i viterbesi girano alla larga. 
A rendere ancora più triste lo scenario, il riaffacciarsi dello spettro dell’eroina: “Uno dei problemi di San Faustino è lo spaccio di droghe pesanti – hanno scritto alcuni abitanti ai gestori della pagina Facebook Viterbo centro storico chiuso -. Si vede facilmente chi viene a cercare cosa. L'eroina devasta i volti di tutti quei ragazzi giovanissimi che girano come degli zombie intorno a piazza del Sacrario. San Faustino offre molti vicoli dove avvengono gli scambi. Noi del quartiere vediamo tutto. Basterebbe interrompere lo spaccio per recuperare quelle vite e non rovinarne altre”. 

 

 

 

Per contrastare la microcriminalità e il degrado, così come la piaga degli affitti in nero che hanno ridotto il quartiere in un dormitorio malfamato, alcuni anni fa era stata attivata una task force: i controlli negli appartamenti da parte di carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili urbani per un periodo avevano dato dei frutti, ma poi all’iniziativa non è stata data continuità, come sottolinea la capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini:Premesso che quella task force andrebbe ripristinata al più presto – sottolinea la consigliera civica –, oltre che sul lato della repressione bisognerebbe lavorare su quello della prevenzione. Purtroppo anche su questo fronte registriamo l’inerzia degli amministratori, che sembrano non accorgersi di quello che avviene a poca distanza da Palazzo dei Priori. Riceviamo ogni giorno segnalazioni e lamentele da parte dei residenti, che ormai hanno paura ad uscire la sera. Il sindaco, come responsabile della sicurezza pubblica e come membro del comitato prefettizio per l’ordine e la sicurezza, ha il dovere di intervenire. I problemi di questo quartiere non sono solo lo spaccio e la microcriminalità ma anche la scarsa illuminazione, il degrado, la sporcizia, i palazzi fatiscenti, lo spopolamento”. Frontini cita la teoria delle finestre rotte, quella secondo cui disordine urbano e vandalismo generano criminalità aggiuntiva e comportamenti anti-sociali. 

 

“Servono interventi di risanamento e di riqualificazione, andrebbero pianificate iniziative di carattere socio-culturale e incentivata la nascita di nuove attività commerciali. Perché ogni serranda che si alza è una luce che si accende. E la luce, lo sappiamo, tiene lontani i malintenzionati”.