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Viterbo, rincari energia mettono in ginocchio le ceramiche. Il Comune di Civita Castellana scrive al governo

A. S. 
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I previsti rincari energetici non vanno giù all’Amministrazione comunale civitonica, che decide di inviare una lettera al Governo, per sottolineare come l’aumento dei costi dell’energia elettrica sia un grossissimo problema soprattutto per le aziende ceramiche locali. 
“Da mesi ormai assistiamo a un incremento dei costi energetici che ha dell’inverosimile - scrivono dal Comune di Civita Castellana -. La situazione sta investendo tutti i privati cittadini, ma sta colpendo con ancora maggiore forza tutti i produttori italiani, tra cui quelli del nostro distretto industriale, considerato da sempre il distretto di riferimento della ceramica industriale made in Italy”. 

 


 

“Ci preme ricordare - si legge ancora nella lettera -, che il distretto civitonico consta di un fatturato annuo di oltre 280 milioni di euro e più della metà dello stesso si rivolge al mercato estero. Quindi ostacolare queste attività attraverso il caro bollette sarebbe uno schiaffo al made in Italy e a tutti i 3.000 lavoratori impegnati, circa 2.000 diretti dipendenti delle imprese ceramiche e i restanti dell’indotto”.
Essendo le aziende ceramiche delle realtà estremamente energivore, dal Comune rilevano come nonostante gli enormi investimenti green, hanno da subito avuto forti ripercussioni sui costi e sulle conseguenti attività commerciali, venendo spinte sempre di più fuori dalla competizione internazional. L’aumento che più preoccupa è quello del gas naturale. “È noto infatti - spiegano -, che gli impianti di cottura degli articoli ceramici sono operativi dalle venti alle ventiquattro ore al giorno a temperature di 1. 200 gradi”.

 

 

“È quindi doveroso fare un passo indietro e cercare di capire cosa stia realmente accadendo - incalzano gli ammin istratori comunali civitonici -. Le nostre forniture via gasdotto restano incerte e hanno aperto scenari di estrema competizione tra i fornitori. Il primo fronte riguarda direttamente la Gazprom, leader russo del settore energetico, che ha deciso di rimandare l’apertura del North Stream 2, l’enorme gasdotto che doveva essere in funzione dallo scorso ottobre cosa che purtroppo non è accaduta, con conseguente aumento di prezzi. Il secondo fronte riguarda invece la zona del Maghreb. A causa della rottura dei rapporti diplomatici tra Marocco e Algeria, quest’ultima ha sospeso l’utilizzo del condotto Europa – Maghreb, mettendo in crisi gli approvvigionamenti di gas provenienti dalla Spagna”.
“Riteniamo che fino ad oggi né il governo né tantomeno l’Unione europea abbiano fatto quanto in loro dovere per tutelare le nostre realtà produttive, come il distretto ceramico di Civita Castellana, che rappresentano l’eccellenza del nostro paese” conclude la missiva.