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Viterbo, denuncia di essere stato aggredito con una catena. Ma non è vero nulla: condannato a 2 anni per calunnia

Valeria Terranova
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Dichiarò di essere stato preso a colpi di catena da un conoscente, ma è stato condannato a 2 anni per calunnia. Protagonista della vicenda un 47enne che finì a processo per aver rilasciato false dichiarazioni ad alcuni agenti della polizia intervenuti in seguito a una lite avvenuta al parcheggio del Sacrario ne luglio 2016.

 

La presunta vittima, assistita dall’avvocato Luigi Mancini, nel corso della propria deposizione resa a maggio scorso, raccontò: “Ero insieme a un amico quando ho incontrato questa persona che conosco, la quale mi aveva precedentemente contattato al telefono minacciandomi di spaccarmi la faccia, visto che pochi giorni prima avevo litigato con il figlio. Non era da solo, con lui c’erano altri 2 o 3 uomini – ha riferito in aula il quarantenne -. Improvvisamente mi colpì alle spalle con una catena, ferendomi al volto e a una spalla. Alla polizia dissi che avrebbero potuto vedere tutto dai video delle telecamere piazzate in zona”. Durante la stessa udienza è stata sentita anche la sorella del 47enne, la quale ha affermato di essere sopraggiunta pochi minuti dopo l’accaduto e di aver visto l’assalitore passare la catena a un altro uomo presente sul posto e di aver avvisato gli agenti.

 

Quando arrivarono i poliziotti fu lo stesso imputato a suggerire loro di controllare i filmati delle videocamere di sorveglianza installate nei dintorni. “Le telecamere gliele ho fatte vedere io con il satellitare perché sapevo dove stavano”, ha spiegato durante il proprio interrogatorio, fornendo la sua versione dei fatti. Tuttavia, nel corso delle perquisizioni gli agenti non rinvennero la catena e dai riscontri effettuati successivamente attraverso l’analisi delle riprese tratte dalle telecamere di videosorveglianza non emerse nulla di quanto raccontato dal 47enne, accusato dunque di aver intenzionalmente denunciato un'altra persona per un reato che non aveva commesso. Al termine della camera di consiglio, il verdetto emesso dal giudice Francesco Rigato ha condannato il quarantenne a 2 anni di carcere.