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Viterbo, tre mesi per avere una carrozzina. Gubbiotto (Confael): "La Asl dimentica i disabili"

M. C.
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Per avere una carrozzina elettrica dovrà aspettare il 2022. E’ quanto si è vista rispondere dalla Asl di Viterbo, il 21 settembre scorso, una signora affetta da una disabilità grave che non le consente di camminare. Il motivo dei tempi così lunghi? L’esaurimento del budget. Per il segretario regionale del sindacato Confael, Egidio Gubbiotto, si tratta di un episodio emblematico della scarsa attenzione che l’azienda sanitaria pone alle politiche della disabilità.

 


 

Gubbiotto lo scrive in una lettera aperta inviata al direttore generale Daniela Donetti a pochi giorni dalla data del 3 dicembre, in cui da vent’anni viene celebrata la giornata mondiale sui diritti delle persone con handicap. “Abbiamo saputo anche che avete intrapreso la politica del riutilizzo – scrive Gubbiotto alla Donetti -. Sembrerebbe infatti che la Asl di Viterbo rigeneri le sedie a rotelle, riconsegnandole a nuovi utilizzatori. Ci chiediamo se sapete che le carrozzine sono personali e vengono fatte su misura. Dunque viene da sé che ogni disabile deve avere la propria”. Secondo Gubbiotto il risparmio aziendale non può essere ottenuto sulla pelle dei disabili, creando discriminazione “tra chi avrà una carrozzina nuova e chi ne dovrà avere una rigenerata, magari nemmeno giusta per la sua situazione”. Nel caso citato all’inizio, sottolinea il sindacalista, una portatrice di handicap è stata “condannata a stare 3 mesi e più su un letto in attesa che venga autorizzato il pagamento dell’ausilio. Atro che arresti domiciliari: a un disabile non si può chiedere di rimanere a casa forzatamente”.

 

 

Nel settore della disabilità, dice Gubbiotto “la politica aziendale è nulla: nemmeno un piccolo articoletto sul sito aziendale tanto per ricordare la giornata mondiale”. “Forse lei non sa - continua il segretario della Confael rivolto alla Donetti - di problematiche logistiche o di ausili che non arrivano in tempo, delle mille peripezie che devono affrontare le persone fragili per ottenere ciò che spetta loro. Un direttore attento dovrebbe riprendere in mano la situazione il prima possibile. Invece in questa Asl non c’è nemmeno un garante per la disabilità che controlli e supporti l’azienda”. Anche la geriatria è un settore in sofferenza, secondo Gubbiotto: “I reparti su tutti i distretti sono dislocati negli ospedali, meno che a Belcolle, cosa molto anomala per l’ospedale più grande della provincia. Infatti le persone anziane sotto cura sono costrette a sobbarcarsi due volte a settimana a proprie spese il viaggio per arrivare a Soriano nel Cimino, in quanto la strategia aziendale ha individuato proprio qui il centro di geriatria, quando su 100 pazienti 80 sono di Viterbo. Tra l’altro il centro di Soriano, privo di parcheggi, è anche di difficile accesso”.