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Mare, pescano duemila ricci a Tarquinia. Due su multati: ecco quanto devono pagare

Fabrizio Ercolani
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Durante un’attività di monitoraggio e contrasto alla pesca abusiva, i militari della Guardia costiera hanno individuato due sub intenti nella raccolta di ricci di mare lungo il litorale del Comune di Tarquinia, all’altezza della località Punta delle quaglie. A seguito di un lungo appostamento, i militari hanno fermato all’atto dello sbarco i due pescatori non autorizzati, provvedendo al sequestro di circa 2.000 ricci di mare, contenuti in quattro ceste e dell’attrezzatura subacquea utilizzata. Ai due soggetti sono state contestate due sanzioni amministrative, per un totale di 4.000 euro, relative alla raccolta di echinodermi superiore alla quantità consentita. I ricci, ancora vivi e vitali, sono stati restituiti al mare, ripristinando il delicato ecosistema marino della costa interessata.

 

 

L’intensa attività di vigilanza della Guardia costiera si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno, nell’intento di salvaguardare l’ambiente costiero e tutelare gli operatori che, autorizzati, rispettano le risorse del mare. Proprio in quest’ottica gli uomini della Capitaneria di porto di Civitavecchia hanno individuato e fermato due pescatori abusivi di origine pugliese, mettendo a segno il sequestro di un ingente numero di ricci di mare. I ricci di mare, appartenenti alla famiglia degli echinodermi, fungono da “biorimediatori naturali”, poiché l’azione di “filtraggio” dell’acqua di mare aiuta a tenere in equilibrio in modo importante l’ecosistema marittimo, fornendo un servizio eco-friendly a tutti i fruitori del mare.

 

 

Non è la prima volta che il litorale è preso d’assalto da pescatori di frodo. Nel marzo 2021 ben 12.000 esemplari di ricci, poi recuperati dalla Finanza di Civitavecchia, erano stati staccati dagli scogli della “Frasca”, poco a sud di Tarquinia e caricati su un furgone che li avrebbe portati in Puglia per essere immessi, privi di qualsivoglia certificazione, nella filiera del mercato ittico locale. Solo lo scorso anno la Guardia costiera di Civitavecchia aveva proceduto al sequestro e contestuale rigetto in mare di più di 50.000 echinodermi portando a segno un duro colpo all’esercizio abusivo di tale tipologia di pesca.