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Viterbo, marijuana nel campo. L'ex poliziotto si difende: "Non c'entro, il terreno è accessibile a tutti"

Valeria Terranova
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Ha voluto rendere spontanee dichiarazioni un ex poliziotto che finì nei guai nell’estate del 2019 a seguito del ritrovamento da parte dei carabinieri di alcune piante di marijuana nel terreno di sua proprietà nelle campagne di Vetralla. L’imputato ha raccontato la propria verità davanti al giudice Roberto Colonnello.

 

“Quel giorno io e mia moglie e mia figlia, che all’epoca aveva 6 anni, eravamo appena rientrati a casa. Così presi il mio pastore tedesco e lo portai in campagna, dirigendomi verso il nostro orto, per fargli fare una passeggiata - ha riferito l’imputato -. A un certo punto lo vidi fiutare qualcosa e gli andai dietro fino a quando intravidi due uomini tra la vegetazione, i quali mi dissero di richiamare il cane. In un primo momento, da dove mi trovavo non riuscivo a vedere bene chi fossero, ma poi mi accorsi di conoscerli di vista, erano due carabinieri, e cercai di capire cosa stessero facendo nel mio terreno. I due mi portarono in un punto e mi mostrarono delle piante di marijuana e poco dopo mi accompagnarono nella mia abitazione dove trovai dei carabinieri che stavano perquisendo l’appartamento. Ero preoccupato soprattutto per mia moglie e mia figlia che stavano assistendo alla scena. Poi mi scortarono in caserma e dopo vari accertamenti mi sequestrarono la pistola di ordinanza che possedevo ancora, anche se attualmente sono in pensione. Non so come abbiano potuto pensare o immaginare che spacciassi o che coltivassi marijuana”. 

 

“Tra l’altro - ha proseguito l’uomo - devo precisare che è facilissimo addentrarsi nel nostro appezzamento di terreno anche tuttora perché non c’è una recinzione e non c’è mai stata. In particolare, le piante erano in un punto a confine tra la strada e la mia proprietà, su un tratto che è a rischio frana. Nello specifico, si tratta di una zona impervia e pericolosa in quanto a pochi metri c’è uno strapiombo. Per questo motivo era un’area morta, incolta, che non lavoravamo mai con il trattore”.  Il giudice, dichiarando chiusa l’istruttoria, ha fissato la discussione al prossimo 18 gennaio, al termine della quale è prevista la sentenza.