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Viterbo, asili nido. La Tuscia fuori dai parametri del Pnnr: frequentati solo dal 15% dei bimbi

Massimiliano Conti 
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L’obiettivo fissato dal Pnrr, il piano nazionale di ripartenza e resilienza, ha fissato al 33% il target europeo di bambini tra i 0 e i 2 anni che dovrebbero frequentare l’asilo nido.  Un obiettivo che nella provincia di Viterbo appare al momento lontano anni luce
Secondo un’Infodata del Sole 24 ore, nel 2019, l’ultimo anno censito dall’Istat e preso in considerazione dall’indagine, nella Tuscia solo 15 bambini su 100 della fascia di età indicata andavano al nido. Per la cronaca, in totale le strutture pubbliche e private nella nostra provincia sono una novantina. 

 

In termini percentuali, quello viterbese è tuttavia un dato che non sfigura al cospetto delle altre province laziali, e nemmeno sul piano nazionale, dove i territori che si avvicinano al target si contano sulle dita di due mani. 
A livello regionale c’è ancora molta strada da fare per allinearsi agli obiettivi europei: al primo posto troviamo Roma con il 22,1%. La Tuscia segue distanziata con 15 bambini su 100. Le restanti provincie sono tutte sotto il 10: Rieti è al terzo posto con il 9,9%, Latina al quarto con il 7,8. Fanalino di coda Frosinone con il 7,2. 

 

Guardando la mappa del Sole 24 Ore, dove il colore vira dal rosso scuro al blu man mano che ci si avvicina al target, emerge un’Italia come sempre divisa in due: con il sud inchiodato a percentuali modestissime e il nord che, seppur a macchia di leopardo, pare invece sulla strada giusta. “E’ vero che anche nelle province settentrionali c’è terreno da recuperare - si legge sul quotidiano della Confindustria - ma la situazione nel Mezzogiorno è a tratti drammatica. A Caserta, ad esempio, appena lo 0,7% dei bambini frequenta i servizi per la prima infanzia, a Vibo Valentia l’1,8%, a Reggio Calabria l’1,9%”. 
L’unica provincia già in regola con i parametri europei è quella di Trieste. Nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia il 33,6% dei bambini sotto i 2 anni frequenta gli asili nido. Si avvicinano al target la vicina Gorizia (32,8%), Bologna (32,6%) e Firenze (31,9%). 
“Nelle province in cui è minore la percentuale di bambini iscritti agli asili nido - evidenzia sempre l’indagine del Sole - è tendenzialmente più bassa anche l’occupazione femminile nella fascia compresa tra i 25 ed i 34 anni. E’ anche per questo motivo, infatti, che il governo ha deciso di stanziare una quota significativa dei fondi legati a Next Generation Eu per incrementare i posti nei nidi”. 

 

I fondi del Pnrr serviranno infatti proprio a invertire la rotta: la somma stanziata è ingente, pari a 4,6 miliardi, destinati a creare 228 mila nuovi posti. Un modo concreto anche per incrementare l’occupazione femminile. Attualmente a livello nazionale sono 361 mila tra asili pubblici e privati.