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Viterbo, ingresso unico. Studenti temono la beffa

Massimiliano Conti
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Turno unico a scuola: gli studenti viterbesi bussano di nuovo alla porta del prefetto. La decisione sull’eliminazione dei tanto vituperati ingressi scaglionati era attesa per i primi di dicembre, ma dal palazzo del governo non sono ancora arrivate risposte. L’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane non fa stare tranquilli, ma per gli studenti le condizioni per un ritorno alla normalità, perlomeno negli orari di ingresso a scuola, ci sono ancora. “Siamo arrivati ai primi di dicembre, e sono proprio questi i giorni in cui il prefetto dovrà comunicare la propria decisione riguardo agli orari scaglionati - affermano in una nota i rappresentanti degli studenti -. Dall’ultimo incontro in prefettura, quello del 9 novembre scorso, infatti, sono ormai passate le tre settimane in cui Cotral e provveditorato avrebbero dovuto organizzare il cambio degli orari, e al termine delle quali il prefetto avrebbe dovuto comunicare la sua decisione. Ci aspettiamo, dunque, che in questi giorni i discorsi e le posizioni prese durante gli incontri diventino fatti”. Tutti i componenti del tavolo, ricordano gli studenti, si erano detti favorevoli alla proposta e il prefetto stesso aveva assicurato che, al termine delle tre settimane necessarie per l’organizzazione logistica, avrebbe ufficializzato la decisione, salvo stravolgimenti della situazione pandemica.

“Stravolgimenti che non si sono verificati – sottolineano gli studenti -. Nonostante l’aumento dei contagi, infatti, il Lazio è ancora in zona bianca, e la capienza dei mezzi di trasporto è ancora fissata all’80 per cento, cosa che rende ancora perfettamente attuabile il piano proposto dalla Cotral. Piano che, ricordiamo ancora una volta, non porterebbe ad un ulteriore aumento dei contagi, visto che comunque sui mezzi non si supererebbe la capienza dell’80 per cento”. Secondo i ragazzi degli istituti superiori - sono 13 mila in tutto, di cui 8 mila pendolari - la valutazione del rischio di contagio sui mezzi “deve tener conto anche del fatto che gli studenti sono tra le fasce di popolazione più vaccinate, e che da lunedì prossimo, 6 dicembre, per salire a bordo dei mezzi di trasporto sarà necessario avere il green pass, cosa che garantisce un rischio di diffusione del virus ancora minore sui mezzi e nelle fermate. Temiamo però che queste motivazioni non bastino e che il prefetto Bruno si rifiuti di prendere la decisione che è stata discussa nei tavoli”. Gli studenti temono le conseguenze di una decisione negativa e fanno presente che la situazione non sta affatto migliorando nelle ultime settimane.

Anzi: “I problemi di ordine psicologico, fisico e didattico che viviamo da quasi un anno persistono, e se ne aggiungono sempre di nuovi. A causa degli scaglionamenti degli orari, ad esempio, in molte scuole gli sportelli di recupero delle materie, così come corsi o laboratori pomeridiani, non stanno partendo, o stanno partendo in didattica a distanza a causa della difficoltà di trovare un orario accessibile a tutti gli studenti. In altre, invece, si stanno fissando le attività pomeridiane in orari in cui ancora alcuni studenti sono in classe, di fatto impedendo a molti ragazzi di partecipare alle attività che vengono proposte dalla scuola”. In conclusione i rappresentanti si augurano che le settimane di protesta e contrattazione portate avanti nell’ultimo periodo “non vengano vanificate da un passo indietro da parte del prefetto, e che le necessità dei ragazzi non vengano ancora una volta ignorate”.