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La Finanza nella sede di Ecologia Viterbo

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Sulla gestione e sullo smaltimento dei rifiuti nel Lazio indaga la Guardia di finanza. Che ieri mattina ha acquisito varia documentazione presso la sede di Ecologia Viterbo e, a quanto sembra, anche presso le amministrazioni pubbliche direttamente coinvolte (Regione, Comune e Provincia). 
L’attività investigativa è partita da una delibera del 30 novembre dell’Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato), che ha aperto un fascicolo proprio nei confronti di Ecologia Viterbo per valutare le motivazioni alla base dei ripetuti divieti “che a partire dal 9 agosto avrebbero ostacolato l’accesso di Rida al proprio impianto, presentando motivazioni diverse: di carattere tariffario, relative alla mancanza delle dovute autorizzazioni e riguardo l’impossibilità di omologare i rifiuti in ingresso”. Di fatto, l’Autority è intervenuta su denuncia di un’altra società - appunto la Rida - che si occupa del trattamento dei rifiuti attraverso un proprio impianto ad Aprilia. Secondo l’ipotesi accusatoria si configurerebbe a carico di Ecologia Viterbo un “abuso di posizione dominante posto in essere sul mercato regionale dello smaltimento degli scarti in discarica”. 

 


“Secondo Rida - scrive l’Antitrust - il vantaggio economico di Ecologia Viterbo ad escluderla dal mercato appare legato al fatto che la stessa è presente, oltre che nello smaltimento, anche nella fase a monte del trattamento, sia direttamente che attraverso partecipazioni societarie riconducibili, secondo il segnalante, ad un unico centro di interessi”. 
Una guerra tra privati, dunque. Ma non solo. In merito alla presunta posizione di dominio, le indagini sono infatti volte a verificare con attenzione anche i dettami della legge regionale dell’agosto 2020, nella quale, sulla base di un emendamento a firma del consigliere regionale viterbese Enrico Panunzi, si stabilisce che per 36 mesi l’Ato non autosufficiente possa conferire in quello capiente (essendo al momento quella di Viterbo l’unica discarica idonea ad accogliere rifiuti da fuori provincia, è in forza di questo assunto che la Tuscia si è trasformata poi, negli ultimi mesi, nella pattumiera del Lazio, 

 


Contro la legge in questione Rida presentò inizialmente ricorso al Tar, dopodiché, non vedendosi viste riconosciute le proprie ragioni, ha fatto partire l’esposto all’Autority. Quest’ultima ora ha dato mandato alla Guardia di finanza di avviare le opportune indagini, fissando in 60 giorni il tempo concesso ad Ecologia Viterbo per chiede un’audizione. Ha inoltre avviato un procedimento “volto a verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti necessari all’adozione di misure cautelari, tese a ripristinare e mantenere condizioni concorrenziali”. Misure di varia natura, tra cui la possibile apertura forzata della discarica di Viterbo ai rifiuti romani trattati da Rida ad Aprilia. Nella relazione dell’Antitrust si evidenzia come i divieti di Ecologia Viterbo siano iniziati il 9 agosto, dopo un accordo in base al quale la società viterbese si era impegnata ad aprire le porte a circa 300 tonnellate al giorno di rifiuti trattati nell’impianto della Rida. 
Divieti che, con una nota del 17 novembre pubblicata sul proprio sito in risposta a un articolo di un quotidiano romano, la società spiegava così: “I residui prodotti dall’impianto di Aprilia non risultano stabilizzati secondo i parametri richiesti dalla normativa vigente e pertanto, con nota del 16 novembre indirizzata a tutte le autorità competenti, è stato dato da parte nostra il via libera ai conferimenti anche se sulla base di un regime transitorio che permette comunque alla Rida di smaltire i suoi scarti in discarica”. 
Il tema è scottante e la resa dei conti sembra entrare nel vivo con coinvolgimenti a vari livelli, non ultimi quelli politici, se è vero che sia a Roma che a Viterbo, in tutti i provvedimenti adottati per far fronte all’emergenza, hanno giocato un ruolo, oltre a quello da protagonista ricoperto dalla Regione, anche gli enti locali. I quali, per quanto riguarda la Tuscia, sono ovviamente il Comune capoluogo e la Provincia.