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Lazio, Covid: pericolo zona gialla. Allerta massima per contenere i contagi

Massimiliano Conti
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Si gioca sull’occupazione dei letti in area medica il possibile passaggio del Lazio in zona gialla. Uno spettro che aleggia sulle imminenti festività natalizie, anche se l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato ritiene la possibilità remota, in ragione del fatto che la curva relativa all’Rt, ovvero l’indicatore del tasso di contagio, si starebbe raffreddando.  I dati dall’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, fanno stare tuttavia poco tranquilli, mentre a livello provinciale l’allerta a Viterbo è massima, tanto che il prefetto Giovanni Bruno domani, venerdì 3 dicembre, nella nuova riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza, inviterà tutti i sindaci dei 60 comuni del Viterbese a emanare ordinanze per l’obbligo delle mascherine anche all’aperto. Ma andiamo con ordine. 

 

I parametri che determinano l’ingresso di una regione in zona gialla, con tutte le restrizioni che questo comporta (che non riguardano però gli spostamenti), sono tre: incidenza di casi superiore alla soglia di 50 ogni 100 mila abitanti, tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva superiore al 10% e tasso di occupazione dei posti letto in area medica superiore al 15%. Il Lazio ha già superato abbondantemente il primo, con 156 casi ogni 100 mila abitanti, e pure, sia pur di poco, il secondo.  I posti occupati in zona medica invece sono al momento all’11%.  L’assessore D’Amato è ottimista e non vede al momento rischi: “Avremo un Rt in calo con un valore leggermente sopra a 1. La curva piano piano si sta raffreddando”. 

 

 

Più realista il presidente Zingaretti, secondo cui il Natale col giallo non è scontato: “Manca ancora un mese e credo che attraverso i comportamenti collettivi e i vaccini si può evitare, ma se ci arriveremo non dobbiamo avere paura. La Regione - ha sottolineato - è in pre-allerta sui posti letti in terapia intensiva dove l’incidenza dei vaccinati è del 90% in meno rispetto dei non vaccinati e in totale il 70% in meno dell’anno scorso. Il vaccino è lo scudo contro il Covid”. Di qui l’invito a non abbassare la guardia “Dobbiamo ancora combattere, quindi indossare la mascherina nelle strade affollate dallo shopping e al chiuso. Ma prima di tutto vaccinarsi”. 

 

 

Su questo fronte nel Lazio è stata intanto superata la soglia delle 40 mila somministrazioni di richiami al giorno.  A Viterbo intanto si sta mettendo a punto la macchina dei controlli in vista di lunedì, quando in tutta Italia entrerà in vigore il super green pass. Ieri mattina c’è stato un vertice operativo in questura in cui, anziché ricorrere a pattuglie interforze, si è deciso di assegnare una zona a ciascuna delle varie forze dell’ordine: polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani. In particolare sarà compito di questi ultimi presidiare i centri storici.