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Viterbo, morte Attilio Manca: "L'overdose fu causata". La madre: "Ora va riaperto il caso"

Paolo Di Basilio
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“E’ il momento di sapere la verità”. Angela Manca torna a chiedere la riapertura delle indagini sulla morte del figlio Attilio. L’urologo di Belcolle trovato morto nella sua abitazione a Viterbo l’11 febbraio del 2004 per una overdose. Un caso che tuttavia, per la famiglia del medico, nasconde altro. Si tratterebbe di un omicidio legato ai rapporti che Manca ebbe con l’allora boss latitante Bernardo Provenzano.

 

Un nuovo impulso alla tesi dell’omicidio lo ha dato l’audizione davanti alla commissione parlamentare antimafia del tossicologo Salvatore Giancane: “Che Attilio Manca sia morto per overdose di eroina non ci sono dubbi, dubbi grossi ci sono sul fatto che si sia trattato di una auto-somministrazione”, ha affermato davanti ai parlamentari per poi aggiungere: “Ci sono tante stranezze di questa presunta overdose volontaria”. Una vicenda controversa. I familiari di Manca non credono alla tesi del suicidio e ritengono che l’urologo sia stato una vittima di mafia. Il medico, secondo un’ipotesi esclusa dagli inquirenti, avrebbe visitato Bernardo Provenzano e in seguito sarebbe stato eliminato. “I consumatori occasionali di eroina non sono molti, l’eroina è una sostanza che aggancia e prima o poi si sviluppa una forma di dipendenza, è difficile che si rimanga assuntore occasionale per tutta la vita. Sicuramente Manca non rientrava nel profilo di assuntori abituali”, ha detto l’esperto.

 

La mamma dell’urologo, la signora Angela, ha subito chiesto di riaprire il caso con un post su Facebook: “Sto pensando che da quasi 18 anni le persone perbene ed oneste che si sono occupate di Attilio dicono che è stato ucciso (d'altronde basterebbe solo guardare la foto del suo corpo martoriato), ma ci sono altri che hanno fatto di tutto per nascondere la verità, per depistare, per sporcare la sua memoria. Adesso che il sistema di potere barcellonese si è indebolito, che anche ai vertici nazionali c’è un ricambio, credo che sia arrivato il momento di sapere la verità. La verità è una sola e non si può occultare per sempre”.