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Viterbo, incendi seriali a Castel Sant'Elia. Dieci roghi in poche settimane. Denunciata cinquantenne

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Una serie di incendi che aveva allarmato non poco i residenti di quella strada. Ora i carabinieri hanno identificato la presunta responsabile, una cinquantenne del posto che, tuttavia non è riuscita a dare una spiegazione al suo comportamento.
Tra agosto e settembre intorno a via dei Monti, nel centro abitato di Castel Sant’Elia, il fuoco aveva minacciato le abitazioni più volte. Almeno dieci incendi, dall’origine misteriosa, che in alcuni casi erano stati domati dalla gente del posto e in altri, i più gravi, avevano richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per impedire alle fiamme di arrivare alle abitazioni. Non c’erano stati feriti o grandi danni, ma la gente per alcune settimane ha vissuto nella paura. Infatti la serialità degli incendi lasciava pensare che l’obiettivo stava in quella strada.

 

Dunque i carabinieri, ai quali sono state affidate le indagini hanno iniziato proprio da lì. Ma nonostante i ripetuti accertamenti non sono emersi elementi che possano collegare eventuali dissidi personali dei residenti della zona alla serie di incendi avvenuti qualche settimana. Allora i carabinieri sono ripartiti dalle tracce lasciate dopo i vari incendi. Tracce che lasciavano presupporre la mano di un soggetto inesperto che, probabilmente, non era indirizzata a qualcuno.

 

 

Allora i militari, visto che gli incendi erano avvenuti tutti più o meno prima dell’ora di cena, hanno iniziato a visionare tutti i filmati del sistema di videosorveglianza della polizia e quelli delle fototrappole disseminate in varie parti del territorio per sorprendere per chi abbandona i rifiuti. Guardando i video i carabinieri si sono resi conto che nei giorni nei quali sono avvenuti gli incendi lungo via dei Monti e strade limitrofe c’era una presenza costante. Una cinquantenne del posto che, coincidenza, a ridosso dell’orario degli incendi era sempre nella zona. Dunque la donna è diventata la sospettata numero uno e i carabinieri, dopo aver accumulato altri indizi, la hanno denunciata a piede libero con l’ipotesi  di incendio continuato. Sarebbe stata lei a far partire, in tutti i 10 casi, le fiamme. Perché? Ad ora resta un mistero anche per gli stessi carabinieri. Da quanto è stato riscontrato, le azioni non erano finalizzate a colpire qualcuno in particolare anche se - come si legge in una nota diffusa dal comando provinciale dei carabinieri - “allo stato si disconoscono i motivi della condotta”.