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Viterbo, bambino ucciso. Mirko Tomkow trasferito a Mammagialla

Beatrice Masci
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Per Mirko Tomkow, gommista di 44 anni accusato di aver ucciso il figlio Matias con una coltellata alla gola, si sono aperte le porte del carcere. L’uomo ha lasciato il reparto detenuti dell’ospedale di Belcolle lunedì sera e da allora è ricoverato nell’infermeria di Mammagialla, sorvegliato 24 ore su 24 dalla polizia penitenziaria su disposizione della procura. Una scelta adottata per scongiurare il pericolo di suicidio, che l’uomo avrebbe espresso anche di recente, quando, dopo il decreto di allontanamento dalla casa di famiglia su disposizione del giudice, avrebbe inviato alla cognata una foto che lo ritraeva con il cappio al collo. In carcere, al momento, essendo a disposizione dell’autorità giudiziaria, Tomkow potrà incontrare solo i giudici che indagano sull’omicidio del figlio (titolare delle’inchiesta è il pubblico ministero Stefano D’Arma) e i suoi legali. E’ probabile che già oggi questi lo raggiungano a Mammagialla per mettere a punto una strategia difensiva. Il 44enne, lo ricordiamo, è accusato dell’omicidio volontario di Matias, dieci anni. Questo il capo d’imputazione. Ma non si esclude che ci sia stata premeditazione.

E’ su questo, al momento, che vertono le indagini: capire, cioè, se il 44enne abbia pianificato la morte del figlio e forse anche quella della moglie. Un duplice omicidio non riuscito solo perché quando è arrivato a casa, Mariola Rapaj, la ex moglie, non era presente. Lui non sapeva che la donna aveva da pochi giorni trovato lavoro in un ristorante della zona. Dagli oggetti ritrovati in casa, tra cui liquido infiammabile, non si esclude che Tomkow fosse arrivato a Cura con il preciso intento di uccidere il figlio e l’ex moglie e poi suicidarsi, dando fuoco all’abitazione. Molti gli elementi che farebbero pensare alla premeditazione.

L’uomo, infatti, avrebbe fatto sapere che sarebbe tornato in paese mercoledì 16 novembre per riprendere l’auto. Invece è tornato martedì, è stato visto da alcune mamme nei pressi della scuola, e poi si è diretto a casa della moglie. Ha trovato il figlio da solo e lo ha ucciso. Questa, al momento, la ricostruzione degli aventi. Occorrerà attendere ancora tre settimane per avere un quadro più completo sul delitto. I risultati dell’autopsia, infatti, dovranno chiarire se ad uccidere Matias sia stata la coltellata sferrata al collo, oppure il nastro adesivo con il quale il padre ha chiuso la bocca e il naso del bambino, fino a soffocarlo.