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Viterbo, zia presa a schiaffi dall'ex fidanzato. Salvata dalla nipote che ha chiamato i carabinieri

V. T.
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“Io e mia zia eravamo andate a cena fuori quando all’improvviso è arrivato quest’uomo che l’ha portata dall’altra parte della strada e a un certo punto ha iniziato a schiaffeggiarla e a spintonarla, io ero terrorizzata”. Con queste parole è iniziata la deposizione di una ventenne, nipote della parte offesa, che suo malgrado fu testimone dell’aggressione subita dalla zia e che avvenne l’8 settembre del 2018 all’esterno di una pizzeria a taglio in piccolo centro della provincia. 

 


Non sapevo chi fosse e cosa ci fosse tra loro, ma già quando stavamo cenando, lei ricevette la telefonata (suppongo da parte dell’imputato) e iniziò ad agitarsi – ha raccontato la ragazza -. Io non capii cosa le stesse succedendo, non ero ancora al corrente della relazione che aveva con l’imputato. Quando eravamo ormai all’esterno del locale, inaspettatamente è sbucato alle sue spalle. L’uomo era fuori di sé e l’ha trascinata in strada, dove hanno cominciato a discutere animatamente. Notai che lui era molto aggressivo nei suoi confronti e io ero spaventatissima. Li seguii per un tratto, tentando di avvicinarmi, ma ero comunque distante da loro e nel buio non capivo cosa le stesse facendo e non ricordo se in mano lui avesse qualcosa, ma mi accorsi che la prese a schiaffi e la strattonò. Allora chiamai i carabinieri. Venni a sapere solo in seguito che loro stavano insieme, ma attualmente il rapporto con mia zia si è incrinato”. 

 

Il giudice Francesco Rigato, constatando l’ennesima assenza dei testimoni, tra cui la stessa persona offesa, i quali avrebbero dovuto essere ascoltati in aula ieri, ha disposto nei loro confronti una ammenda di 350 euro ciascuno, per non aver presenziato alla seduta, rinviando il dibattimento al 26 maggio del 2022 per sentire altri quattro testi dell’accusa.