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Viterbo, "infermieri trasformati in autisti". Esposto dei sindacati all'ispettorato del lavoro

Massimiliano Conti 
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Infermieri e impiegati utilizzati come autisti per trasportare emoderivati negli ospedali periferici di Tarquinia, Montefiascone, Acquapendente e Civita Castellana. A denunciare “la reiterata violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro” con un esposto ai carabinieri e all’ispettorato provinciale del lavoro sono i sindacati Nursing Up e Cisas. Le due organizzazioni ricordano di aver segnalato più volte alla direzione Asl, senza ottenere risposte, quest’utilizzo improprio, che avverrebbe tramite lo strumento delle pronte disponibilità e su chiamata in orari straordinari, quindi “al di fuori della mansione e dei limiti stabiliti dal contratto collettivo nazionale” del personale amministrativo e infermieristico. “Tale personale – affermano i segretari provinciali Mario Perazzoni e Antonella Pagnani - non è stato sottoposto alla visita preventiva e periodica per la nuova mansione di autista”. Inoltre, non verrebbero valutati i rischi relativi “allo svolgimento contemporaneo della mansione di infermiere o amministrativo con quella di autista”. Secondo il Nursing Up e la Cisas si tratterebbe altresì di una prassi consolidata in tutti i distretti Asl, “che si verifica da anni al di fuori di qualunque situazione di emergenza”. 

 


 

“Lo svolgimento della mansione di autista avviene in continuità con il turno giornaliero presso il reparto di assegnazione – continua l’esposto -. Le attività di autista avvengono in continuità con gli orari di servizio non consentendo le regolari ore di riposo previste tra due turni di lavoro”. E ancora: “I turni di reperibilità e l’attività di autista si sovrappongono ai giorni di riposo settimanale”. Perazzoni e Pagnani citano come esempio il distretto C, dove un infermiere “ha effettuato 149 di turni di pronta disponibilità nei primi sei mesi del 2021 (20 a febbraio, 39 a marzo, 28 ad aprile, 29 a maggio e 33 a giugno)”, mentre un coadiutore amministrativo “151 analogamente distribuiti nello stesso periodo”. In quest’ultimo caso la reperibilità, sottolineano i due sindacalisti, non è consentita dal contratto collettivo nazionale. Durante i turni di reperibilità i due dipendenti citati, così come “altro personale appartenente agli altri distretti”, avrebbero effettuato un numero di ore di servizio straordinario eccessivo rispetto al tetto massimo previsto, pari a 207 ore oltre l’orario di servizio per l’infermiere e a 199 ore per il coadiutore.

 

 

Questi turni, “sommandosi all’orario svolto presso il servizio di appartenenza (mediamente 156 ore mensili)”, sempre a quanto denunciano le due sigle, espone i lavoratori “a rischi eccessivi per la salute e la sicurezza (anche stradale)”. A tale proposito Perazzoni e Pagnani riferiscono anche di un incidente stradale accaduto al coadiutore amministrativo “che ci risulta non essere stato adeguatamente tracciato e preso in carico”. Alla luce di tutti ciò, Nursing Up e Cisas chiedono ai carabinieri del nucleo ispettorato e all’ispettorato del lavoro un intervento “a tutela della salute e della sicurezza del personale coinvolto”, restando in attesa “di un riscontro scritto circa l’esito della segnalazione”.