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Viterbo, chiude il canile del Quartaccio a Fabrica di Roma

Miele viveva nel canile

Massimiliano Conti
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Chiude il canile del Quartaccio e a Fabrica di Roma è emergenza: bisogna trovare un posto in tempi brevissimi agli ospiti della struttura, che è stata dichiarata inagibile dalla Asl di Viterbo per carenze strutturali e igienico-sanitarie. Ieri c’è stato un nuovo incontro dall'esito interlocutorio con il proprietario, il Comune e i volontari, a cui però non si è presentato nessuno dell’azienda sanitaria. Al momento non si vedono soluzioni all’orizzonte per evitare ai 30 ospiti della struttura il trasferimento, o la “deportazione” per usare il termine dei volontari che da anni si danno un gran da fare per fornire agli animali "quel benessere e quelle attenzioni mai ricevute dal titolare".

Il sindaco Claudio Ricci, che dopo il sopralluogo della Asl, si era visto costretto a emanare un’ordinanza di sospensione delle autorizzazioni, non ha abbandonato ancora la speranza di evitare un trasferimento traumatico ai quattro zampe. “Speriamo di poter mantenere i cani qui ancora qualche giorno, con l’auspicio che il proprietario ripristini le condizioni sanitarie minime. Bisogna tuttavia capire se questi lavori di messa a norma siano compatibili con la permanenza degli animali, In ogni caso, insieme alle associazioni di volontariato, abbiamo già individuato il canile dove trasferirli (il canile di Bagnaia, ndr)”.

“I cani sono accuditi, coccolati, socializzati, escono tutti i giorni e sgambano per non meno di 20 minuti - spiega Valeria Lanzi, una delle volontarie che dal 2016 si prende cura degli ospiti della struttura -. Prima che iniziassimo a seguirli noi, i cani non uscivano mai”. Il problema del canile, sottolinea la volontaria, si è protratto per troppi anni “con la complicità della precedente amministrazione Scarnati. Da marzo 2020 tutte le necessità dei cani sono state gestite dai volontari e dal direttore sanitario. Tutto è stato fatto a titolo gratuito. Il canile ha ancora lo stesso proprietario di sempre, che vorrebbe venderlo ma la struttura si trova su un terreno dato in concessione dall'amministrazione Scarnati. Allora che si fa? Io credo che il proprietario debba fare un passo indietro già domani, rinunciando spontaneamente alla concessione in modo che altri per lui possano sanare la situazione e scongiurare così lo spostamento dei cani e ad alcuni di loro uno stress indicibile: Chiara e Luna sono due femmine di 13 anni, selvatiche, intoccabili. Poi ci sono quattro cani fobici: Rocco, Bacco, Mirtilla e Priscilla. Vi immaginate cosa può voler dire spostarle in un altro posto?”.