Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, morto Pietro Anzellini. Lutto nel mondo dello sport di Tarquinia

Fabrizio Ercolani
  • a
  • a
  • a

Tarquinia piange la scomparsa di Pietro Anzellini, colonna portante dello sport locale ed in particolare del ciclismo. A pochi giorni di distanza dalla perdita del fantino Marcello Andreucci, un nuovo enorme lutto colpisce la città.
Pietro Anzellini ha rappresentato lo sport di Tarquinia, ha insegnato ad intere generazioni i valori e i principi di vita, ha tramandato di generazione in generazione la sua passione per il ciclismo, con i Veterani dello sport ha cercato sempre di accendere i riflettori sulle giovani leve. A lui Tarquinia deve molto. La pista intorno al campo sportivo è stata una sua creatura che ha custodito, difeso e cercato di mantenere viva fino all’ultimo giorno; le gare, i trofei, il Gran premio del Lido per il quale personalmente faceva ogni anno la ricognizione del percorso provvedendo a chiudere tutte le buche che trovava.

 

Una persona dal carattere forte, che ha sempre lottato per difendere i suoi principi, le sue idee ma anche una persona che ha amato Tarquinia e tutte le sue leve sportive. Nella sede dei Veterani dello sport un vero e proprio museo del ciclismo, custodito ed ampliato con grande solerzia. Ora spetterà all’Amministrazione comunale valorizzarlo e non farlo cadere nel dimenticatoio. 
Pietro è stato per tanti decenni il simbolo del ciclismo a Tarquinia, prima in sella, da atleta, quindi da allenatore e dirigente: è stato a lungo il presidente della sezione ciclismo della Polisportiva Tarquinia, animato da una passione viscerale per questo sport che sino all’ultimo, nonostante gli oltre 90 anni, lo ha spinto a portare avanti l’attività. Tanti, tantissimi i giovani che ha avvicinato al ciclismo e a cui ha cercato di trasmettere i valori, la passione e il senso del sacrificio che lo caratterizzano.

 

 

Il suo cruccio più grande quello di non essere riuscito ad intitolare una via al suo campione prediletto, Alberto Emiliozzi, vincitore nel 1957 del Giro di Sicilia. “Ci ho provato con l’Amministrazione Mazzola, con quella Mencarini, con quella di Giulivi ma nulla – raccontava nella sua ultima intervista -. Avevamo scelto la via dell’Acquetta ma è sempre rimasta lettera morta”. 
Un esempio, l’esempio di uomo di sport, fatto per amore, divenuto davvero la vita di Pietro, che per anni è stato anche il presidente dei Veterani sportivi e che ha rappresentato un punto di riferimento, autorevole e amico, per chiunque abbiamo vissuto l’ambiente sportivo di questa città.  Un addio difficile, duro, doloroso che si lega a un grande ringraziamento per quanto fatto per questa comunità.