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Viterbo, bambino ucciso. La madre seguita dai servizi sociali di Vetralla

R. V.
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E' stata presa in carico dai servizi sociali di Vetralla, la giovane donna, mamma del piccolo Matias ucciso, secondo l’ipotesi degli inquirenti, per mano del padre. E mentre si scoprono particolari raccapriccianti sulle modalità con cui è stato compiuto il delitto, ora a Vetralla c’è necessità di reagire, per Mariola, perché la stessa morte del bambino non sia stata invana, e per i cittadini che sono stati profondamente scossi dalla vicenda.

 

 

La mamma di Matias è ad oggi costantemente monitorata e supportata dai servizi sociali che sono stati esemplari in questa fase così delicata, seguendola fin dal primo momento in cui è stata ricoverata all’ospedale di Belcolle. Senza clamori e nel rispettoso silenzio, i dipendenti dei servizi sociali, hanno fatto avere alla donna il sostegno psicologico in primis, ma anche quello logistico e legale. 
L’amministrazione comunale le ha infatti messo a disposizione gratuitamente un avvocato, che purtroppo le sarà necessario per il processo a carico del marito, lo psicologo e soprattutto il sostegno di una dimora, tenuta segreta per ovvii motivi, nell’ambito del territorio vetrallese, in cui è già stata portata e dove sarà accudita, protetta e assistita con tutte le necessità del caso. Sarà un percorso lungo quello della donna, doloroso e complicato. Attualmente Mariola è ancora sotto cura di farmaci e anche in uno stato di confusione. “Ci vorrà tempo - dicono in paese - per elaborare quanto accaduto e per riuscire ad accettarlo. Forse la fede sarà l’unica ancora di salvezza”. 

 

 

Nel frattempo qualche conoscente avanza anche l’ipotesi che possa considerare, più avanti, l’esigenza di andare via da Vetralla, di andarsene da qualunque altra parte. Troppo doloroso per lei si dice, rimanere nello stesso luogo in cui viveva insieme al suo Matias
Intanto i cittadini si sono prodigati in una gara di solidarietà, tra raccolte fondi e pensieri di cordoglio per la vita interrotta di questo ragazzino, così amato da tutti. E nel frattempo c'è la voglia anche di riprendere, anche se a fatica, una quotidianità, in questi giorni gravemente brutalizzata.  Come ha più volte ribadito il sindaco Sandrino Aquilani: “La forza di questo paese sarà quella di tornare a essere una comunità forte e coesa, un paese unito, in cui la partecipazione di tutti sarà come un costante monitoraggio sociale, in grado di cogliere per tempo casi di gravità e di disagio, seppure tenuti nascosti come in tanti casi, per vergogna. D’altra parte le professionalità già ci sono, tra forze dell'ordine, servizi sociali, docenti, psicologi il lavoro è sempre stato eccellente e continua a esserlo”. 

 

Questa mattina a Cura la comunità abbraccerà mamma Mariola per i funerali in programma alle 11,30 nella stessa chiesa dove mercoledì sera si sono raccolte decine di persone per una veglia di preghiera per il piccolo Matias.