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Viterbo, bambino ucciso. Il piano del padre: voleva terrorizzare l'ex moglie e dare fuoco a casa

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Un piano omicida che forse Mirko Tomkow ha elaborato durante le lunghe giornate di quarantena in un Covid hotel di Roma. Un piano che, secondo una delle ipotesi investigative alle quali stanno lavorando gli inquirenti, prevedeva come vittima l’ex compagna Mariola Rapaj.

 

 

 

L’aveva minacciata più volte secondo quanto emerge anche dalle indagini dei carabinieri che hanno portato all’informativa che dopo l’estate è stata inviata alla Procura e che è alla base dell’inchiesta coordinata dal pm Paola Conti sui presunti maltrattamenti e atti persecutori contro la donna. “Ti ammazzo e te dò foco”, avrebbe detto più volte Mirko alla compagna.

 

 

E vista la scena del crimine martedì l’uomo voleva fare proprio quello. Oltre ai due coltelli, quello che ha ucciso Matias e l’altro in tasca, nell’appartamento c’era del liquido infiammabile e degli stracci intrisi di benzina. Una delle ipotesi è che volesse attirare Mariola in casa utilizzando il figlio come esca e per questo lo avrebbe imbavagliato con lo scotch. Ma qualcosa deve essere andato storto e l’uomo ha perso la testa ferendo alla gola il piccolo. Una ferita profonda che difficilmente, secondo i primi accertamenti, è compatibile con un atto involontario o un “incidente”.