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Viterbo, parco eolico di Tuscania interrogazione in Senato

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Il progetto di parco eolico composto da 16 pale intorno a Tuscania è arrivato anche in Parlamento. Quattro senatori del gruppo misto - Margherita Corrado, Luisa Angrisani, Bianca Laura Granato, Elio Lannutti - hanno presentato un’interrogazione rivolta ai ministri della Cultura e della Transizione ecologica per sapere “se non ritengano di adoperarsi per far valere il principio che la tutela del paesaggio è prevalente su ogni altro interesse giuridicamente rilevante, sia pubblico sia privato, e assecondare perciò la richiesta dei cittadini che si oppongono al parco eolico di Tuscania di convincere il proponente ad adottare la cosiddetta opzione o alternativa ‘zero’, prevista dalla stessa Wpd nelle integrazioni, ma finora mai presa realmente in considerazione”'.

 

 

Il progetto, presentato il 16 luglio dell’anno scorso per l’avvio del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via), è stato recentemente ripubblicato a seguito della richiesta di integrazioni e approfondimenti da parte del ministero dei Beni culturali. Nei giorni scorsi è scaduto il termine entro il quale il pubblico poteva presentare ulteriori osservazioni dopo quelle già pervenute nella prima fase. Nell’interrogazione di Corrado, Angrisanti, Granato e Lanutti si parte dall’articolo di Gian Antonio Stella pubblicato sul Corriere della Sera, in cui si parla di “localizzazioni sconsiderate per nuovi impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, richiamando anche il “Parco eolico Tuscania” che dovrebbe sorgere nelle località Mandria Casaletto e San Giuliano. 

 


 

“Avversato energicamente da residenti e associazioni ambientaliste, il mega impianto si compone di ben 16 aerogeneratori per complessivi 90 MW - scrivono i senatori -, alti ciascuno 250 metri, cioè 19 in più del più alto grattacielo italiano, e un diametro di 170; l’incidenza di simili progetti su futuro paesaggistico, agricolo, culturale e anche turistico richiederebbe, decisioni condivise, invece che imposte dal vertice politico”. 
“La convenienza per il committente, allettato da incentivi più che generosi, va infatti sempre bilanciata con l’interesse della comunità, che deve fare i conti con i valori costituzionali primari sanciti all'articolo 9, guarda caso sempre più spesso messo in discussione; il dato percentuale irrisorio (inferiore all'1,5 per cento) del contributo dato della fonte energetica rinnovabile (Fer) eolico al soddisfacimento dei consumi elettrici totali del Paese, però, e la consapevolezza che, nel caso di specie, gli aerogeneratori del ‘Tuscania’ coroneranno il sito archeologico di Vulci e saranno visibili dall'Argentario a Bolsena, fanno apparire ingiustificato l’assalto al territorio”. E ancora: “In sede di Valutazione di impatto ambientale di competenza nazionale, gli abitanti della Tuscia, dei quali Stella ha raccolto gli umori e l'appello, hanno proposto, nel 2020, numerose osservazioni al progetto, temendo che l’impatto di un’opera come questa, coinvolge anche la località Cioccatello in agro di Arlena di Castro, ma” e sarebbe “così mastodontico da modificare incisivamente e irreversibilmente il paesaggio dell’Alto Lazio, stravolgendo l’identità di un territorio che ha, ben altre vocazioni”.
L’interrogazione chiede dunque di sapere se “i ministri in indirizzo non ritengano di adoperarsi per far valere il principio che la tutela del paesaggio è prevalente su ogni altro interesse giuridicamente rilevante, sia pubblico sia privato, e assecondare perciò la richiesta dei cittadini che si oppongono al Parco eolico Tuscania e di convincere il proponente ad adottare la cosiddetta opzione o alternativa ‘zero’, prevista dalla stessa Wpd, nelle integrazioni, ma finora mai presa realmente in considerazione”.