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Viterbo, ladro dei matrimoni condannato. Quattro mesi al 45enne arrestato a Soriano nel Cimino

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È stato condannato con giudizio abbreviato a 4 mesi il 45enne di Terni, di origini pugliesi, che il 5 settembre si è imbucato ad un matrimonio e dopo aver brindato agli sposi ha scassinato le macchine degli ospiti. L’uomo, impeccabile ed elegantissimo in abito scuro, è arrivato al ricevimento nel primo pomeriggio alla guida di una elegante Mercedes berlina, decorata come si conviene in tali occasioni con nastro bianco e composizione floreale allestita sulla mensola del cofano.

 

É sceso dall’auto e si è affrettato verso l’entrata buttandosi nella mischia come se nulla fosse, fingendosi un parente o un amico qualunque. Dopo l’apertura del buffet e il brindisi di rito insieme agli altri invitati è riuscito a sgattaiolare nel posteggio pensando di passare inosservato approfittando dell’atmosfera di festa. Non sapeva però che proprio lì avrebbe trovato ad attenderlo i carabinieri della stazione di Soriano nel Cimino, che da tempo lo stavano pedinando e ad osservarne ogni mossa per coglierlo in fallo. E infatti una volta averlo visto mandare in frantumi un finestrino e prendere un portafogli conservato nel veicolo preso di mira, lo hanno arrestato tra gli applausi e ovazioni dei partecipanti al pranzo nuziale. Con le manette ai polsi, ai carabinieri che lo hanno interrogato ha riferito di aver agito dopo aver appreso della sospensione del reddito di cittadinanza che percepiva da più di un anno. Il 7 settembre il quarantenne, con diversi precedenti alle spalle, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, durante la direttissima ha respinto le contestazioni mosse nei suoi confronti dagli ufficiali dell’Arma e dall’accusa, riferendo ai magistrati di non aver danneggiato le serrature degli sportelli dei veicoli in sosta grazie a uno ‘spadino’, ovvero un cavo d’acciaio dotato di un gancio all’estremità che, a detta sua, se inserito nella fessura delle portiere, consente di aprire i veicoli senza rompere i meccanismi. Nel frattempo il 45enne a fine settembre è stato trasferito dai domiciliari in carcere per scontare un’altra condanna risalente a parecchi anni fa. Ieri il quarantenne era presente in aula al fianco del proprio legale. Il pm concludendo la requisitoria ha chiesto che l’uomo fosse condannato a 6 mesi.

 

Il difensore, nel corso dell’arringa, ha sottolineato che nel portafogli posto sotto sequestro c’erano solo 50 euro e che la persona offesa non avesse subito nessuna perdita, visto che in seguito è tornata in possesso di quanto gli era stato sottratto e che il proprio assistito ha da subito confessato e di aver compiuto un simile gesto per disperazione a causa delle difficoltà economiche in cui versava. Il verdetto emesso dal giudice Francesco Rigato ha condannato il 45enne a 4 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 200 euro.