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Viterbo, Forza Italia non scioglie il nodo alleanze

Massimiliano Conti
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Si sono presi 48 di tempo gli amministratori di Forza Italia, durante la riunione di mercoledì sera, per sciogliere il nodo delle alleanze per le elezioni provinciali del 18 dicembre. Nella giornata di oggi o al massimo quella di domani gli azzurri dovrebbero fornire finalmente una risposta - al resto del centrodestra e anche al Pd con cui condividono già il governo di Palazzo Gentili - sulla metà campo in cui intendono giocare la partita. Quella del centrodestra, con il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi come possibile candidato a presidente, o quella del Pd con i 5S a rimorchio e il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli, attuale vice di Nocchi in via Saffi, come candidato presidente in quota azzurra. 

 

 

Una partita che, come sottolinea il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, sarebbe già chiusa se i forzisti non fossero in piena crisi di identità. I numeri infatti - essendo le provinciali elezioni di secondo livello in cui votano i sindaci e i consiglieri comunali e non i cittadini - sono tutti dalla parte del centrodestra. Giampieri mantiene i toni bassi ma l’insofferenza dei meloniani rispetto all’atteggiamento ondivago di Forza Italia è evidente. Come dimostra anche quanto accaduto nella nottata di martedì in consiglio comunale dove, al termine di una seduta estenuante dedicata agli emendamenti, l’approvazione delle variazione di bilancio è saltata per la mancanza in aula dei consiglieri di FdI e quindi del numero legale. Un chiaro messaggio che i meloniani hanno voluto inviare all’alleato forzista. 
“Noi continueremo al lavorare fino all’ultimo giorno utile per un accordo unitario del centrodestra, considerati i numeri che premiano nettamente il centrodestra – dichiara Giampieri -.Già da tempo abbiamo chiesto a Forza Italia di fare chiarezza uscendo dalla maggioranza in Provincia, cosa che non è avvenuta. Ciò non toglie la nostra disponibilità a un accordo, rispetto al quale siamo disposti anche a compiere sacrifici personali per sostenere un nome su cui convergere. Le bandierine non ci interessano”. Fratelli d’Italia è dunque pronta a rinunciare alla candidatura di Luca Giampieri, sindaco di Civita Castellana e figlio di Massimo, in nome dell’unità. 

 

Rispetto a qualsiasi altra formula politica, come quella prospettata dall’ “azionista” (nel senso del partito di Calenda) Giacomo Barelli in un recente consiglio comunale, cioè di una grande ammucchiata con dentro tutto e il contrario di tutto, compresi la Lega e i 5S, Giampieri è categorico: “Non ci interessa”. Va ricordato, a questo proposito, che anche FdI per un certo periodo, nel pieno dell’emergenza Covid, aveva partecipato al governissimo di Palazzo Gentili, per poi abbandonare il dem Nocchi al suo destino. Il tempo comunque stringe: entro il 30 vanno presentate le liste. La fine di questa settimana e l’inizio della prossima saranno quelle decisive per trovare una quadra che al momento sembra ancora lontana.