Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, bambino ucciso dal padre. Lacrime e silenzio a scuola. In classe arriva lo psicologo

R. V. 
  • a
  • a
  • a

Nella scuola del piccolo Matias ieri mattina, mercoledì 17 novembre, c'era un silenzio assoluto. Fa strano vedere bambini di sei, otto, dieci anni, muoversi nei corridoi, sedersi nei banchi, ed entrare nella propria classe, senza dire una parola. E' il racconto  di una delle maestre, che insegna lì dentro, a rendere bene lo stato d’animo di alunni e docenti dell'istituto comprensivo di piazza Marconi a Cura di Vetralla. Nessuno aveva il coraggio e soprattutto la voglia di dire nulla. E’ stato compito dello psicologo, all’interno della scuola, quello di spiegare i motivi di una vicenda così oscura e sul perché in quel banco non si vedrà più sedere il piccolo Matias. 

 

Il sindaco Sandrino Aquilani ha parole di incredulità di fronte a tanta efferatezza compiuta ai danni di un bambino e per giunta per mano del padre, la figura che più di ogni altro dovrebbe proteggerti. "Quando succede qualcosa di grave nelle nostre vite, tentiamo di dare una spiegazione, - dice il primo cittadino - siamo pronti ad affrontare qualunque cosa, con il sostegno della famiglia, della fede, della vita che lentamente ti riprende per mano. Ma davanti a un fatto così drammatico, compiuto da un papà nei confronti di suo figlio di 10 anni, non possiamo che essere impreparati a gestire le emozioni. Forse la partecipazione che c’è stata da parte di tutti, la voglia di non restare con le mani in mano, e la solidarietà subito scattata, sono il giusto percorso, la migliore reazione possibile". 
Intanto ieri il sindaco ha dichiarato dichiarato il lutto cittadino e a mezzogiorno fatto osservare un minuto di raccoglimento, accompagnato dal rintocco delle campane del paese, mentre alle ore 21 si è svolta una veglia di preghiera nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Soccorso, proprio a una cinquantina di metri da dove è accaduto l’omicidio di Matias. Tante le parole commosse nei confronti del piccolo e di sua madre, che ieri dall’abitazione in cui viveva e in cui si è consumato il delitto, è stata portata via in stato di choc. 

 


Protetta da un cordone di carabinieri, operatori sanitari, polizia locale, vigili del fuoco e volontari. Intanto nella scuola di Matias è partita una raccolta fondi per le spese del funerale, sull'impellente impulso di fare qualcosa di concreto per la mamma, rimasta sola. Questo sacrificio non dovrà restare invano, la riflessione sull'intera vicenda, e sullo sfondo in cui si è consumata, dovrà essere occasione di profonda riflessione. “Diventare sempre di più un paese che condivide e partecipa la vita degli altri - dice infatti il primo cittadino - può restare l'unico modo per arginare fatti di così inaudità gravità”.