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Viterbo, bambino ucciso in casa. Lutto cittadino a Vetralla. Vertice degli investigatori in Procura

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Bambino ucciso a Cura di Vetralla, proclamato il lutto cittadino. "Alle ore 12 verrà osservato un minuto di raccoglimento, accompagnato dal suono delle nostre campane.I pensieri e le preghiere di tutti, saranno rivolti al piccolo Matias e al  dolore e alla sofferenza di una mamma, alla quale la Comunità di Vetralla intera, si stringe in un abbraccio di solidarietà umana. Alle ore 21 è prevista poi nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Soccorso a Cura di Vetralla una veglia di preghiera. Saremo capaci di affrontare anche questo momento così difficile e incomprensibile, e lo faremo tutti insieme" scrive in una nota il sindaco Sandrino Aquilani.

 

È ancora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Belcolle di Viterbo, privo di conoscenza, Mirko Tomkow il 44enne polacco che martedì 16 novembre ha accoltellato a morte il figlio nell’appartamento a Cura di Vetralla dove da qualche settimana aveva il divieto di avvicinarsi. Arrestato nella serata di ieri dai carabinieri, è tuttora piantonato. E' in gravi condizioni ma non è in pericolo. Sarà interrogato quando riprenderà conoscenza. In questo momento è in corso un vertice tra il Procuratore capo Paolo Auriemma, il pm Stefano D'Arma titolare del fascicolo, e i carabinieri che indagano sul caso.

 

 

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il bimbo è stato prelevato da un parente da scuola verso le 13.30 e portato a casa per aspettare la mamma, Mariola Rapaj di 35 anni, albanese, che fa lavori saltuari. La donna, una volta rientrata verso le 15.30, ha trovato il figlio morto in camera da letto con il coltello da cucina usato per colpirlo al collo poco distante, e il padre incosciente in un’altra stanza. A dare l’allarme sono stati i vicini dopo aver sentito le urla della donna, che è stata poi portata in ospedale in stato di choc. "Non ho notizie di attività da parte dei servizi sociali per la famiglia - sottolinea - so solo che l’uomo era stato attenzionato e aveva ricevuto un decreto di allontanamento dal giudice. Non accettava la separazione e magari dopo il ricovero per Covid ha pensato di tornare a casa.  Non c’è una giustificazione plausibile, mi sembra assurdo, comunque non credibile, che un uomo entri e ammazzi subito il figlio. C’è un buco di due ore da quando il piccolo è uscito da scuola alle urla disperate della donna. Bisogna lasciar spazio alle indagini, ma chissà cosa è successo e chi c’era in quella casa", ha detto il sindaco di Vetralla a AdnKronos.