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Viterbo, rapina alla stazione di Vignanello. Coppia condannata in tutto a 12 anni

Valeria Terranova
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Condannati complessivamente a 12 anni per rapina e lesioni i Bonnie e Clyde dei Cimini, ovvero un uomo e una donna che il 3 e il 4 febbraio del 2014 rapinarono un uomo alla stazione ferroviaria di Vignanello e svaligiarono un appartamento situato nel cuore del piccolo centro della provincia. Ieri, martedì 16 novembre, in aula durante l’udienza dedicata alla discussione è stato sentito un tenente colonnello dell’Arma che coordinò le indagini. “La prima vittima, un uomo molto conosciuto in paese, ci disse di essere stato aggredito da una coppia che gli sottrasse un marsupio al cui interno c’era il portafoglio contenente 100 euro e il giorno dopo si presentò in caserma per sporgere denuncia, riconoscendo approssimativamente i due borseggiatori – ha affermato l’ufficiale-. Il giorno seguente nel tardo pomeriggio avvistammo i due soggetti seduti a un bar del corso principale intenti a confabulare tra loro. Ci nascondemmo in una villa lì vicino in modo da poterli osservare. Dopo qualche minuto li vedemmo allontanarsi e di lì a poco fummo contattati da una commerciante proprietaria di una cartolibreria nella zona, la quale ci avvertì che qualcuno aveva provato a scassinare la serratura del palazzo in cui abitava il padre, che in quel periodo era ricoverato a Roma. Una volta aver accertato la manomissione e pensando che i due fossero scappati continuammo la perlustrazione, ma la negoziante invece salì in casa e scoprì la coppia che nel frattempo aveva messo a soqquadro l’abitazione. La signora tentò di non farli scappare, ma nacque una colluttazione. La coppia per divincolarsi e darsi alla fuga spintonò la donna che però nel tafferuglio riuscì a sfilare il cappello di lana di colore verde che l’imputata indossava in quel momento e ci chiamò riferendoci quanto successo”.

 

In seguito i militari proseguirono le ricerche andando a casa della madre della ricercata la quale li informò che era appena andata via. “A quel punto cercammo di rintracciarla al telefono e l’imputata ci disse che stava andando verso la capitale e che sarebbe tornata nel giro di un’ora e approfittammo della chiamata per incrociare i dati per risalire alla reale posizione geografica al fine di intercettare lei e il complice lungo la strada – ha spiegato il militare -. Si tratta di una coppia nota, tant’è che i cittadini quando li avvistavano ci allertavano e ci chiedevano di controllarli”.

 

La seconda vittima, sentita dai carabinieri, non ebbe alcun dubbio sull’identità dei due accusati e riportò inoltre delle lesioni personali, riscontrate da un certificato medico. Tuttavia non seppe quantificare il danno subito. Il pm Paola Conti, in conclusione della propria requisitoria ha chiesto che i due venissero condannati a 5 anni e a una multa di 1500 euro. Il verdetto finale emesso dal collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco ha condannato i due rapinatori a 6 anni di reclusione ciascuno.