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Viterbo, bambino ucciso con una coltellata alla gola. Il padre arrestato per omicidio. E' ancora grave in ospedale | Foto

Betraice Masci e Paolo Di Basilio
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Un bambino di 10 anni è morto accoltellato alla gola. Ad ucciderlo sarebbe stato il padre, destinatario, peraltro, di un divieto di avvicinamento alla casa di famiglia. La tragedia si è consumata ieri pomeriggio intorno alle 15 in un appartamento situato al secondo piano di una palazzina a Cura di Vetralla, in località Stradone Luzi. L’uomo, Mirko Tomkow, muratore 44 anni, di nazionalità polacca, dopo aver ucciso il bambino avrebbe tentato di togliersi la vita aprendo il gas e chiudendo le finestre dell’appartamento. A scoprire l’omicidio sono stati i vigili del fuoco, allertati dai vicini di casa, preoccupati per il forte odore di gas. Il loro intervento ha salvato il padre, ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare. Quando i pompieri hanno aperto la porta dell’appartamento, hanno infatti trovato il corpo del bimbo, ormai senza vita, steso sul letto, mentre accanto a lui, svenuto, forse per le esalazioni di gas, c’era il 44enne. Gli inquilini dello stabile sono stati immediatamente allontanati per il pericolo di esplosioni e sul posto sono arrivati i carabinieri e il pubblico ministero Stefano D’Arma per coordinare le indagini.

 

 

 

 

Erano da poco passate le 15,30 quando è arrivata la mamma del piccolo, Mariola Rapaj. E’ bastato poco alla donna per capire che quello spiegamento di forze era per qualcosa accaduta nel suo appartamento. E’ corsa in casa e ha visto il bambino steso sul letto, con il collo sporco di sangue. In preda allo shock si è accasciata a terra. Ora si trova ricoverata nell’ospedale di Belcolle. E’ sotto l’effetto di sedativi. Anche il marito, soccorso mentre era svenuto, probabilmente per le esalazioni di gas, si trova nel medesimo ospedale, ovviamente in un reparto diverso e in stato di fermo. Al suo risveglio dovrà dare molte spiegazioni. Per ora i carabinieri fanno sapere che "in accordo con il Procuratore della Repubblica di Viterbo, il padre del bambino ucciso a Cura di Vetralla nel pomeriggio di oggi (16 nobembre) 16.11 é stato tratto in arresto per l'omicidio del figlio, ed é attualmente piantonato all'Ospedale di Belcolle". 
Intanto si è appreso che fino a ieri mattina l’uomo era ricoverato in un ospedale romano, perché risultato positivo al Covid. Non viveva più con la moglie e con il figlio. Per ordine del giudice non doveva neanche avvicinarsi a loro, era infatti stato allontanato in seguito ad alcuni episodi di violenza in famiglia. Non si sa, al momento, se a chiedere l’allontanamento fosse stata la donna. Contravvenendo all’ordine del magistrato, ieri l’uomo sarebbe scappato dall’ospedale per tornare a Cura di Vetralla.
Forse, e qui siamo nel campo delle ipotesi, è salito in casa sperando di trovare la moglie. Invece ha trovato suo figlio. Non si sa come il ragazzino abbia reagito all’arrivo del padre, mentre la mamma era fuori per commissioni. Non si sa se tra i due ci sia stato un abbraccio, oppure se il bambino lo abbia allontanato spaventato.

 

Si ipotizza, stando a una prima ricostruzione dei fatti, che l’uomo, in preda alla rabbia, abbia afferrato un coltello da cucina e si sia scagliato contro il bambino, decidendo forse di colpire lui per punire la moglie. Ad un certo punto, però, potrebbe aver realizzato cosa aveva fatto, decidendo così di farla finita aprendo la valvola del gas. Ma prima di farlo ha ricomposto il bambino sul suo letto, come se dormisse. Ma lo squarcio alla gola testimonia altro. Poi si è seduto accanto al piccolo, forse per aspettare la morte, fino a quando non ha perso i sensi a causa delle esalazioni di gas che nel frattempo avevano riempito tutto l’appartamento fino ad allarmare i vicini che hanno chiamato i vigili del fuoco. L’arrivo dei pompieri lo ha salvato. Una volta messo in sicurezza l’appartamento, sono arrivati i carabinieri e la scientifica. I militari, anche quelli del Ris, hanno passato al setaccio la casa, anche se al momento non è chiaro se l’arma del delitto sia stata trovata. Sul posto è arrivato anche un elicottero che si è alzato in volo diverse volte. La polizia locale, intervenuta insieme alla scientifica, ha transennato l’area, mentre gli inquilini dello stabile, a causa del forte odore di gas che ha permesso di portare alla luce l’omicidio, sono stati fatti allontanare per il pericolo di esplosioni. A tenere a distanza i curiosi sono intervenuti gli agenti della polizia locale. Questi i fatti sui quali gli inquirenti dovranno fare piena luce, mettendo insieme ogni singolo tassello di una tragedia che nessuno dei vicini credeva possibile, anche se molte persone, in paese, erano a conoscenza delle liti tra moglie e marito.

Liti che avevano indotto il giudice ad emettere nei confronti dell’uomo un divieto di avvicinamento. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia sul corpo del bambino. Solo allora si saprà con certezza quanti colpi sono stati inferti. Difficilmente, però, si capirà se il piccolo si sia reso conto di cosa stava accadendo, o se sia morto subito, senza neppure capire per mano di chi la sua breve vita sia stata spezzata in questo modo.
Poco tempo è stato sufficiente perché la notizia facesse il giro del paese. Sconcerto, rabbia e dolore tra chi conosce la coppia, tra chi sapeva che tra i due erano liti continue. Tra chi ora dovrà spiegare, soprattutto ai più piccoli, perché un loro compagno di giochi e di scuola sia morto con una coltellata sferrata alla gola.